Archivi categoria: Poesia e mistica

Massimiliano Bardotti. Poesia e mistica

 

Il mondo non lo risaneremo –
Scorrerà per sempre la tristezza sulla terra –
ma potremo, questo sì,
spargere un profumo –
leggero attorno a noi –
che qualcuno che lo avverta sia sorpreso
da un ricordo, una speranza,
un cenno di consolazione.

Il mondo non lo risaneremo.
Per sempre ancora scorreranno vite
su questa terra triste –
su questo mondo che tristissimo costringe
le vite a rifugiarsi nel timore,
a consolarsi con pezzi già guastati
di felicità d’avanzo,
a confondersi in amori
messi insieme dalla pena.

Non lo risaneremo il mondo.
Non ci resterà che amarlo.

Bernardo De Angelis
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Poesia e mistica, di Massimiliano Bardotti

Ho voglia d’apocalisse, lo confesso.
Ma è solo un languore,
di quelli che prendono
come quando si dice:
vorrei tanto dormire.
Davvero è soltanto un languore
sperare che si strappino i cieli,
che il mondo si sradichi, infine.
Più forza ci vuole a restare,
e afferrare la mano ai caduti.
E ignorare il tempo che resta.

Bernardo De Angelis Continua a leggere

Poesia e mistica, di Massimiliano Bardotti

Ho carezzato stamattina un ciuffo d’erba
bianco di brina.
Mi è stato grato, credo, per quel poco di calore.

Forse è questo ciò che possiamo fare.

Bernardo De Angelis

 

Aver cura della più piccola, minuscola creatura, averne cura col cuore pieno d’amore, di grazia. Avvertire un desiderio irriducibile, irrinunciabile, di amare la manifestazione della bellezza, in tutte le sue forme. Amare, perché non c’è altro da fare.

Mi accorgo in maniera sempre più evidente che ci sfuggono dei piccoli segreti della vita, che potrebbero ribaltare il nostro stare al mondo, il mondo stesso. Ignoriamo completamente il potere di una parola buona, il potere di un piccolo gesto di gentilezza, della tenerezza, il potere di uno sguardo di compassione verso chi lo sguardo non riceve mai, di nessuno, se non lo sguardo insozzante del disprezzo, o della paura. Continua a leggere

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Poesia e mistica, di Massimiliano Bardotti. Bernardo De Angelis

Ogni mattina, tu lo vedi,
inizio a ricomporre il mondo.
Guardo il cielo, sospiro a volte,
scrivo parole come fossero mattoni
che uno a uno formeranno – cosa?
Solo un brandello, forse, un muro mai completo,
di una casa, però, che è già il tuo tempio.

Ogni mattina mi consacro
a quest’architettura.
Poi, spesso, il giorno è ingannatore
e mi lascio portar via, sedurre:
conosco il disonore.

Ma torno, torno, ogni mattina,
torno e rispolvero i mattoni
e li rimetto insieme, li raddrizzo.

Colazione di speranza: solo un pezzo,
solo un brandello, quasi una rovina,
solo un moncone, sì, ma consacrato. Continua a leggere

Poesia e mistica, di Massimiliano Bardotti. Danila Di Croce

Stasera ti ho portato il mio orgoglio.
Perché è anche così
– col legno secco e duro –
che si accende il fuoco.

(Danila Di Croce, da Ciò che vedo è la luce)

La prima volta che ho letto questa quartina così pulita, lucida, rivelatrice, sono rimasto in silenzio per diverse ore. Quanto sanno insegnarci le poesie, e quanto possono mettere sottosopra le nostre vite, i nostri pensieri, le nostre convinzioni, le nostre certezze. Continua a leggere

Poesia e mistica, di Massimiliano Bardotti. Emily Dickinson

Tutto quello che io so
è un messaggio ogni giorno
dall’immortalità.

Tutto quello che io vedo
è il presente e il domani,
forse l’eternità.

Ed il solo che incontro
è Dio, la sola strada
l’esistenza; di là

da questa, se altre cose
vi saranno o visioni più mirabili,
ve lo dirò.

Emily Dickinson Continua a leggere

Poesia e mistica, di Massimiliano Bardotti

Io non so se sto per morire,
perché sento una gran tenerezza
a volte, che cresce da dentro.
E mi sembra che solo alla fine
si possa sentire così.

Che solo alla fine si possa
sentirsi commossi, e intravedere,
da dietro le tende, un altro giardino.

Con tanta gente che vi cammina dentro.

Bernardo De Angelis Continua a leggere

Poesia e mistica, di Massimiliano Bardotti. Rumi

Morite, morite, di questo amore morite,
se d’amore morirete, tutti Spirito sarete!

Morite, morite, di questa morte non paventate,
da questa terra su volate e i cieli in pugno afferrate!

Morite, morite, da questa carne morite,
non è che laccio la carne, e voi ne siete legati!

Prendete, prendete la zappa per scavar la prigione!
Spezzato che avrete il muro, sarete principi, emiri!

Morite, morite davanti al sovrano bellissimo:
morti che avanti a lui sarete, sarete sultani e ministri!

Morite, morite, uscite da questa nube
usciti che ne sarete, Luna lucente sarete!

Tacete, tacete, il silenzio è sussurro di morte;
tutta la vita è in questo: siate un flauto silente.

Rumi Continua a leggere