
Questa mattina grigia di silenzio
e di aria fresca e ferma
calata tra i palazzi e sui cortili;
che muove dentro cose
che non sappiamo.
Per questo parli sempre meno
tutte quelle teste altrove
che chissà cosa guardano
e ascoltano.
Neanche loro, forse
hanno bisogno di parole
se non le poche liete che rassicurano
quelle di un’eterna madre che sussurra
li ascolta e li comprende.
Parli poco
e speri che chi incroci
sia un poco come te,
né apatico, né confuso, né deluso
che guarda il lato buono delle cose,
che preferisce al troppo il vuoto
il silenzio al rumore.
Vorresti ancora credere
a valori comuni
a una sintonia possibile
coi tuoi simili,
che ognuno
non pensi solo ai suoi problemi
ai successi, ai piaceri.
Ma ad un corteo che sfila,
per una delle molte ingiustizie
quanti si unirebbero?
Scarsa o nessuna
è la fede in qualcosa, in qualcuno
-non solo nell’eroe negativo
della cronaca,
ma in quello che dovrebbe
rappresentarti nelle istituzioni,
le cui soluzioni sono di rado
adeguate ai problemi;
intanto che cresce il potere
e la ricchezza di pochi,
facciata cadente della democrazia.
Si parla perciò solo di quello
che si vuole sentire,
quello che le forze dominanti
coi loro media vogliono si dica;
mediocrità fa il verso alla mediocrità
silente e opportunista;
oppure si parla di guerre
e la parola d’ordine è difenderci,
cavando i miliardi
come acqua dalle pietre;
poi tutti a festeggiare
per l’andamento positivo dell‘economia
per il prestigio mondiale del Governo,
e la cronaca, sparata qua e là
per strappare lacrime e attenzione,
montare rabbie e rancori
utili alla causa dell’autocrazia.
Tutto lasciamo fare e raccontare,
rilassati su una spiaggia
o davanti ad una pizza con gli amici,
rassegnati ormai all’illusione
quotidiana ed eterna
che sono i governi.
Queste parole soffiate nell’aria
si disperderanno
a lettura finita o interrotta
per noia e per stanchezza.
Non sono mai giuste le parole ed i toni
per arrivare alla radice dei problemi
per giungere al cuore della gente.
Sono onde, le parole, che non si frangono,
non stazionano abbastanza nello spazio
di attenzione necessario
a convertirle in energia trasformativa;
si sgonfieranno, bolle ostinate
come vento gelato che cede al tepore.

Apprezzo di Giovanni l’infaticabile lavoro di esprimere in poesia temi così ostici. La poesia civile che dà voce a riflessioni pacate e profonde.
Grazie, Speranza:)