Giuseppe Bresciani, “L’uomo che pesò l’eternità”

Giuseppe Bresciani, L’uomo che pesò l’eternità

Un estratto (pp. 110-112):

Ripresi le mie abitudini mondane, dividendomi fra Versailles e i salotti dell’aristocrazia e della borghesia parigina. Da più di un anno frequentavo quello nell’Hôtel d’Uzès, la dimora di Emilie de La Rochefoucault, la consorte del duca d’Uzès. Più che un salotto, la duchessa d’Uzès aveva creato e sovrintendeva un vivace circolo esoterico. La sua nota passione per i misteri e il sovrannaturale era tale che mi considerava un maestro oltre che una guida spirituale. Alle sue riunioni a numero chiuso non mancavano mai la marchesa di Créquy, l’onnipresente Madame d’Urfé e la contessa di Brionne. Il salotto di Madame d’Uzès attirava anche i grandi pensatori come Jean-Jacques Rousseau e il conte di Buffon.
Una sera, a cena, vi conobbi François-Marie Arouet, l’acclarato intellettuale noto con lo pseudonimo Voltaire. Era venuto dalla sua tenuta di Fernay per illustrare agli ospiti del circolo le tesi esposte nel suo romanzo filosofico Candido, pubblicato da poco a Ginevra. Il patriarca dell’Illuminismo era l’ospite d’onore della serata e non mi limitai ad ascoltarlo con il massimo interesse ma lo invitai a un contraddittorio.Gli astanti erano eccitati. Voltaire e io rappresentavamo due opposti apparentemente inconciliabili. Lui era scettico nei confronti della religione e dei misteri, refrattario a ogni superstizione e potere magico, avendo fede solo nel pensiero razionalista. Io, invece, incarnavo ciò che sfugge alla ragione e la sfida. Per lui, era naturale diffidare di un uomo della mia specie, che si diceva praticasse la magia teurgica, ricavasse l’oro dai metalli vili grazie alla pietra filosofale e avesse vinto la morte. Nondimeno, avevamo diverse qualità in comune; la mente aperta ed elastica, l’eccellente virtù affabulatoria, la vasta erudizione e l’ironia. Eravamo coetanei e godevamo del favore di amici anticonformisti ed estimatori autorevoli.
Chi si aspettava da noi un incontro di lotta greco-romana restò deluso. Animati da reciproca curiosità e da un rispetto che non poteva essere incrinato dal fatto di avere idee differenti e un diverso stile di vita, non solo non ci scontrammo a testa bassa come gli stambecchi ma ci comportammo da autentici gentiluomini.
«Signor conte, se non ci vedessimo solo oggi per la prima volta qualcuno potrebbe sostenere che mi sono ispirato a voi per la figura del mio Candido» disse il filosofo.
«Cosa ve lo fa pensare, signore?»
«Il vostro ottimismo, tanto per cominciare.»
«Che altro?»
«Come Candido, avete scoperto il vostro personale El Dorado e siete tornato in Europa carico di tesori.»
Annuii, sorridendo garbatamente. Voltaire sorseggiò la sua ennesima tazzina di caffè – si diceva che ne bevesse una dozzina al giorno – e continuò: «Pare che anche voi, come lui, abbiate stipulato un patto con la morte.»
«Un patto, dite?»
«Candido non muore mai, sopravvive a qualsiasi pericolo e disavventura, come se fosse invisibile alla morte. Di voi, si dice che siate immortale, per quanto mi rifiuti di crederlo.»
Fissai Voltaire con intensità e per stupirlo citai una frase di cui non avrebbe potuto disconoscere la paternità. «Il dubbio è scomodo ma solo gli imbecilli non ne hanno.»
«Touché!» commentò il filosofo. «Ciò nonostante, poiché fra le cose più sicure, la più sicura è proprio il dubbio, concedetemi di dubitare di voi e dell’ottimismo che vi induce a pensare che non avrete mai bisogno delle pompe funebri.»
«Signore, in futuro vi darò la prova che dopo avere pesato l’eternità ho vinto la morte.»
Un brusio si levò nel salone dove gli ospiti della duchessa d’Uzès erano avvinti dalla conversazione. Voltaire mi degnò di uno sguardo clemente. «Disapprovo quello che dite» obbiettò «ma difenderei fino alla morte il vostro diritto di dirlo.

Biografia di Giuseppe Bresciani

Sono nato il 7 ottobre 1955 a Como, dove risiedo.Nel 1980 ho conseguito la laurea in Lettere Moderne presso l’Università di Pavia.Dopo trent’anni di attività imprenditoriale-umanistica ho iniziato a dedicarmi a tempo pieno alla scrittura. Ho esordito nel 2011 con “L’inferno chiamato Afghanistan”, il racconto del mio soggiorno come osservatore nel paese dei talebani. Nel 2013 ho pubblicato i racconti “Il cantico del pesce persico”. Nel 2018 ho pubblicato il romanzo sul crepuscolo di Leonardo da Vinci in Francia “Le infinite ragioni” (Albeggi). Nel 2021 ho pubblicato il romanzo storico “Il cavaliere delfiordo” (Leone) con cui ho vinto il premio “Scrittori con gusto” assegnato dall’Accademia Res Aulica di Bologna. Nel settembre 2025 ho pubblicato il mio nuovo romanzo “L’uomo che pesò l’eternità” (Altrevoci).

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