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da qui
Lo faccio per te, Mario. A volte ho la nausea. La gente chiede e devi dare, comunque sia, in qualunque condizioni versi. Versi il sangue. Mi sta bene, l’ha fatto qualcun altro, l’hai fatto pure tu. Tra qualche giorno andrò in pellegrinaggio alla tua tomba con le signore anziane del mercoledì. Ne parlavamo insieme: non eri per questo genere di visite, la presenza, convenivamo, è altrove. Le donne alla tomba mi ricordano sempre qualcos’altro, un tentativo patetico di onorare un morto che non c’è. A volte penso che la mia paura sia diventare una pia donna, andare a piangere sul tumulo di un amico vivo.

ma le donne andarono da Jeshua…sulla sua tomba..un abbraccio fabry
anch’io penso all’umiltà del gesto. ognuno esprime l’affetto come sa, come può. un tuo gesto ulteriore di amore è accompagnare le pie donne a dire le loro preghiere sulla tomba di un maestro. forza!
“Non è qui!”(Mc.,16,6)
E’ così.
speriamo che anche le pie donne del 2000 possano sentire la voce dell’angelo e annunciarlo ad altri.
un abbraccio forte, fabry
f&r
grazie care: mi sono arreso subito.
mi faccio ammazzare pur di dire e fare quello che penso.
ma guai a contraddire le pie donne che ti chiedono di andare al cimitero.
un abbraccio
fabrizio
anche a me questo assillo nel decorare ed onorare pezzi di marmo è sempre sembrato solo un tentativo di non affrontare la realtà; domma, Antonio, non sono imprigionati dietro quei fiori, sono liberi. E’ chi resta che a volte ha bisogno delle tombe, per rendere evidenti i suoi sentimenti; e forse è giusto anche questo.
Un abbraccio
Monica
“nel nostro cuore nessuna croce manca” diceva Ungaretti.
è una prova di forza anche questa.
chi non vorrebbe isolarsi col proprio dolore?
Coraggio…
grazie mie care.
la verità sta anche nella diversità.