Due padri avevano due figliole che si ferirono gravemente.
Le piccole perdevano sangue a fiotti e i due padri chiamarono l’autoambulanza, ma i due veicoli, uno per il traffico e l’altro per il temporale, giunsero dopo un’eternità.
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Provocazione in forma d’apologo 6
In questi pochi metri quadri saprei muovermi anche bendato, perciò da tempo immemorabile ho smesso di cambiare le lampadine bruciate. Quella che verrà dovrà adattarsi a stare così, seduta davanti a me nel buio, a gustare le mie vecchie prelibatezze.
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Provocazione in forma d’apologo 5
Per molte settimane hai cercato ogni pretesto con te stesso e con gli altri per passare proprio davanti a quel negozio, a quella vetrina, e contemplare quell’oggetto. Hai trepidato ogni volta temendo che nel frattempo fosse stato venduto; ma ogni volta era là, come ad aspettarti,e svelava al tuo sguardo nuove attrattive e nuove promesse.
Provocazione in forma d’apologo 4

Dodici anni fa, quando venne pubblicato il libro che la contiene, nessuno volle capire di che cosa veramente parlasse questa provocazione in forma d’apologo. Ora, per fortuna e purtroppo, le cose sono cambiate.
Era – anzi è, il presente racconto è presente davvero, questa vicenda accade realmente nello stesso momento in cui viene narrata, la narrazione non ne è che il verbale, il simultaneo regesto, la prima nota – e anche l’ultima. Continua a leggere
Provocazione in forma d’apologo 3
Quasi ogni mattina, sul tram che mi porta in ufficio, incontro un rivoluzionario d’annata, col quale disputo sui massimi sistemi. Entrambi recitiamo una parte, ma non credo che lui se ne renda conto. Proprio ieri mi ha detto una frase che mi ha fatto sorridere: “Mettiti gli occhiali da sole, se ti dà fastidio la luce”.
Sfottò abissale, che lascia spazio ad almeno due interrogativi.
Primo: l’uomo storico è fatto per la luce piena? Secondo: ogni fenomeno luminoso che permetta comunque di vedere (o illudersi di vedere) qualcosa, è ipso facto Luce, e pertanto buono?
Provocazione in forma d’apologo 2
Conosco persone che continuano per anni a servirsi del medesimo ristorante, del quale, chiariamolo fin dal principio, non sono affatto contente. Lo eleggono, dapprima, per qualche motivo particolare, o per nessun motivo particolare; e seguitano poi a frequentarlo anche quando, in genere assai presto, ne scoprono i gravi difetti.
Provocazione in forma d’apologo
di Roberto Rossi Testa
Mi capita spesso di scrivere provocazioni in forma d’apologo, eccone una.
Una notte ho sognato che, mentre rigovernavo, suonavano alla porta. Con lo strofinaccio in mano andavo ad aprire e mi trovavo di fronte una persona dimessa, ma, come dire, il cui aspetto dimesso pareva nascondere a fatica un qualchecosa di possente e di glorioso, ecco, come se un gigante fosse stato compresso a viva forza negli abiti di un nano.
PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 93
“Che cosa ti ha portato qui?” mi chiese il primo che incontrai nella mia nuova vita. Domanda di rito, alla quale con pazienza diedi la risposta di rito. Risposta che poi con pazienza ho dato e ridato chissà quante volte, anche perché qui non c’è molto altro da fare.
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