Riparare il male: vocazione durissima e meravigliosa. Unirsi al sacrificio di Gesù, riscoprire i tesori perduti, insieme ai termini che li definiscono. Riparazione, chi era costei? È ciò che salva e ci salva.
Vivere per Dio, scartare egoismi e ripiegamenti su se stessi, rispondere allo scopo per cui fummo creati: così ha fatto Maria; così potessimo fare tutti noi.
Stare con Gesù è gioia: è questa la rivoluzione in un mondo che ha tutto, eppure è stranamente triste. Basterebbe porsi una domanda: perché sto così? E allora, dagli abissi del cuore, arriverebbe la risposta.
Quando tutto si spegne, ci resta Gesù. Il buio non fa paura, perché al fondo di tutto c’è il Tu della mia, della tua vita. Con questa certezza si comincia a vivere.
A volte bisogna intervenire, dire la propria, contro tutti e tutto: si può invertire la rotta, quando meno te lo aspetti. Anche il mondo è capace di cambiare.
Il peso della vita è grande, certe volte: è come quando i pacchi della spesa diventano macigni inamovibili. Nei momenti in cui pensiamo di non farcela, ricordiamo di portare la croce insieme con Gesù, e il carico diventa leggero, per miracolo.
Gli oggetti benedetti – da portare al dito, al collo, al polso – sono preziosi. Ma non dimentichiamo che il Signore avvolge e protegge tutta la persona, in ogni istante.
Tutto è dono, l’amore è gratuità, eppure Gesù ci ricompensa per il nostro lavoro. Come mettere insieme ciò che è opposto? Solo lo spirito intravede le intenzioni di Dio.
Anche un viaggio in auto, o in pullman, può essere un mezzo di santificazione, una via che porta al cielo. La Luce entra quando vuole: a noi lasciare aperto il finestrino, la porta interna del cuore.
Perché non invitare Maria, in certi casi difficili, nelle situazioni più spinose? Contiamo troppo poco sulla Madre di Dio e la Madre nostra. Il Figlio ci incoraggia, conoscendone bene l’efficacia.
Si passa di là attraverso Gesù: la coltre di nuvole che ci divide è una barriera penetrabile, col Cristo. Bisogna ricordarlo, prima che il giorno arrivi.
Gesù vuole donarci il gusto dell’eterno, rivelarci lo strato più profondo di questa vita che sfugge, perché ridotta a fugaci sensazioni. Giorno dopo giorno, il Cielo si fa strada, e cominciamo a conoscerci davvero.
Gesù si dona in cibo nell’Eucaristia: ci chiede di invitarlo ai nostri pasti. L’attenzione reciproca, il regalo di sé all’altro è il segreto più profondo, la perla più preziosa.
Gesù ci chiede di fare, ogni giorno, un piccolo sforzo d’eroismo nell’amore. È la palestra della vita vera, quella che sa che o si cresce o si ritorna indietro.
Ci rivolgiamo ovunque, in cerca di risposte, iperconnessi e ipertecnologici, ma trascuriamo Chi può darci ogni cosa con la migliore delle qualità. Lo scopriremo?
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