Archivi tag: cambiare

Il passo


La nostra natura è preziosa, dobbiamo custodirla: ciò che sono è un dono, è il nostro motto. Nello stesso tempo, la natura va modificata, per ciò che sappiamo del peccato originale. Accettare e cambiare è il passo umano al ritmo del passo di Dio.

Occhi


Vedere con gli occhi di Gesù, come se gli occhi di ciascuno di noi stessero dietro i suoi occhi: è il segreto dei segreti, inutile per chi si aggrappa al suo io, senza speranza. Cambiare, questo è il problema: osare, rischiare, per non essere più schiavi di se stessi.

Cambiare

Dovremmo accogliere gli altri come se accogliessimo Gesù: con le stesse attenzioni delicate, la stessa cura delle sfumature. Sarebbe un modo sicuro per cambiare il mondo. E, udite udite, anche il modo migliore per cambiare noi.

Cambiare

Gesù è sempre uguale, grazie a Dio. Noi dobbiamo cambiare: passare dal vizio alla virtù, dalla carne allo spirito, dalla natura alla persona. Lui è perfetto: anche se lo sentissimo lontano, sarebbe lì, con la stessa premura, la stessa attenzione irripetibile.

Sarò Io

Abbiamo paura di morire. Il problema è il cambiamento, la trasformazione. Potremmo dire, dunque: abbiamo paura di cambiare. Si muore tante volte, nella vita: amare è cambiare, giorno dopo giorno, imparare a fare spazio, lasciare i propri beni, la terra dove ormai ci sentiamo a casa nostra, e compiere un esodo pieno d’incertezze. Gabrielle chiede a Gesù, pochi giorni prima di spirare: e dopo, cosa sarà? E Lui risponde: sarò Io, sarò sempre Io.

Metanoeite

Abbiamo un problema ricorrente: non domandiamo. Per sfiducia, per rassegnazione, perché ci hanno insegnato a evitarlo. Ci sono archetipi che parlano di questa tara antica: pensiamo a Parsifal. Se non domandiamo, nemmeno otteniamo. Restiamo nella nostra povertà, in quell’intrico di sentimenti negativi che è spesso il sottofondo della nostra vita. Gesù ci esorta a chiedere, per poter cambiare. Metanoeite: è questo il suo messaggio.

Verbo più avverbio

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=abGzxWuLQP8]

da qui

Molti si chiedono come sia possibile cambiare vita. C’è qualcosa che resiste, dentro, che impedisce di passare all’altra riva, com’è scritto nel Vangelo. E’ come se alla bocca dello stomaco ci fosse un buco nero, un vortice potente che annullasse ogni proposito, e rendesse vana ogni speranza. Alla fine, la persona si sente come un vulcano spento, una fontana secca, una terra inaridita. C’è un segreto per sbloccare il meccanismo, per prendere il largo, come Gesù raccomanda ai discepoli prima della pesca straordinaria nel lago di Genesaret?
Sì, il modo c’è; la formula è verbo+avverbio: accettare umilmente. All’inizio fa male, ma si sa che se il vangelo non fa male non è più vangelo (e quante volte succede, nella Chiesa). Dopo il dolore dell’inizio, si apre un orizzonte nuovo, e finalmente, oltre lo specchio d’acqua, si scorge un altro tratto di terra, un’altra riva: quello che chiamiamo “tu”.