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Appello


Gesù chiede aiuto, nella sua grande sofferenza per i peccatori, cioè per noi. Possiamo sostenerlo? Giovanni Maria Vianney proponeva due cose: pregare e amare. La soluzione perfetta, per rispondere all’appello.

Sollievo


Più lavoriamo, più Gesù si riposa: è la legge della vita vissuta nello spirito. L’ozio è il padre dei vizi, dice il proverbio, e questi costringono il Cristo a un lavoro faticoso, a volte mortale, com’è stato sulla croce. Lavoriamo su noi stessi, e proverà sollievo.

Stretto


In questa vita, più del visibile, è importante l’invisibile. Gli amici che ci guidano dal cielo, compagni fedeli nelle avventure e sventure quotidiane. Ognuno ha il suo don Mario che lo assiste, lo protegge, lo consiglia. Il mio, come sempre, me lo tengo stretto.

Musica


Quale musica preferiamo? Ciascuno di noi ha il suo gusto, la playlist del cuore. Ma le note più belle sono quelle del silenzio attento alla voce di Gesù. Le melodie del Paradiso non temono rivali.

Anticipazione


A don Mario piaceva tanto la canzone “Prendimi per mano, Dio mio”. Solo più tardi ho capito perché. Dovremmo chiedere più spesso, a Gesù, di guidarci così, come fa un padre con il suo bambino. La vita sarebbe un’altra cosa, un’anticipazione dell’eterno.

Il vuoto


Vuoto dei vuoti, dice Qoelet: è il libro della Bibbia che, insieme con Giobbe, ha il coraggio di guardare in faccia la realtà. Quando avvertiamo questo vuoto, in noi, ci rivolgiamo altrove, cerchiamo di distrarci, di narcotizzarci coi prodotti, con le merci. Qoelet guarda fino in fondo, a costo di entrare nella terra della disperazione senza uscita. Quando Gesù comincia a predicare, dice: il tempo è compiuto, il Regno di Dio è vicino. Ma la traduzione inganna: il verbo greco non è “riempito”. Così mi immagino che il Cristo, appena ha la possibilità di predicare, si affretta a rispondere al Qoelet, questo anonimo, geniale autore che aveva avuto il fegato di dire alla vita il fatto suo: sei il vuoto dei vuoti. E aveva aggiunto: odio la vita. Al che rispondiamo: parola di Dio, rendiamo grazie a Dio. Si capisce perché Gesù, quando appare sulla scena, ha fretta di rispondere a lui, al Qoelet, questo profeta coraggioso delle cose come stanno: il tempo è riempito, solo Io, il Messia, potevo farlo; grazie per aver creato la scena, l’atmosfera giusta, il presupposto per capire il valore inestimabile del dono.

Diete


Di cosa viviamo? Qual è il nostro nutrimento quotidiano? Non di solo pane… C’è un motivo se la Bibbia ci ricorda l’importanza di una dieta equilibrata. La salute – quella vera – dipende dall’ascolto e la realizzazione della parola di Gesù.

Stessi


Abbiamo uno stesso Padre, una stessa Madre, uno stesso Fratello: può la famiglia di Cristo non essere felice? Di molti paesi, di molte lingue, di molte culture: ma della stessa patria, dello stesso Sangue, quello del Messia.

Antonomasia


Nella Bibbia, ascoltare è il verbo più importante. Il greco vede, l’ebreo guarda. Gesù, ebreo di Galilea, chiede d’essere ascoltato, anche quando non parla. In Lui, il verbo diventa Verbo, la parola, Parola per antonomasia.

Cammino


Lo scopo della vita non è la sosta, ma il cammino, come ha mostrato Gesù. È questo il gesto del dono, l’approccio al superamento di se stessi. Avremo tempo per riposare, nel mare azzurro dell’eternità.

Vita


Speriamo di preservarci dal logorio della vita, di conservarci giovani, di salvarci dalla morte. Se solo ci abbandonassimo alla luce, al calore di Dio, perderemmo tutto tranne questo: la gioventù, la vita.

Moda


Ci vuole poco a non essere cattivi, a non dire la parola che distrugge. Basta contare fino a dieci, e il meglio viene a galla. Siamo esseri fatti per la mediazione: guai a pensarsi animali, anche se è di moda.