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Offerta


Offrire a Gesù le nostre facoltà: l’intelligenza, la libertà, la volontà; ogni aspetto della psiche porgerlo a Lui perché lo plasmi, lo trasformi, lo rigeneri. Tutto è possibile a chi crede, anche diventare qualcosa d’inedito, di nuovo, di stupendo.

Più felici

Se lasciassimo allineare tutto dallo Spirito, saremmo più liberi e leggeri. Le energie vanno sprecate in conflitti interiori ed esteriori, e il bene va in fumo. Fermiamoci un momento, lasciamo che ogni cosa torni al posto suo, e poi ripartiamo più felici, o meno tristi, se per ora è il massimo possibile.

Gelosia

La gelosia divina ci ricorda Chi ne sa più di tutti, anche di noi: ci appoggiamo a fondamenti instabili, a grucce e stampelle malandate, e ci priviamo della Roccia incrollabile, della Sorgente della vita eterna, che non si rassegna a perderci per sempre.

Farlo


Desiderare Gesù, chiamarlo nella propria vita: è il punto cruciale della crescita. Controlliamo tutto, ma ci sfugge l’essenziale, lasciandoci un senso d’incompiuto. Da oggi, ricordiamoci di farlo.

Sofferenza


Gesù è l’Uomo dei dolori, decisamente fuori moda in un tempo in cui la sofferenza si fugge al primo avvistamento. E se gioissimo di poter partecipare all’offerta stessa del Sofferente per antonomasia? Non è mai troppo tardi per capirci qualcosa, della vita.

Intervento

Il bene che facciamo lo fa Dio. È il Sangue di Cristo che purifica e opera miracoli. Noi normalizziamo, riteniamo scontato un successo imprevedibile. E l’amore resta là, in silenzio, in attesa del prossimo intervento.

Porti


Dovremmo entrare più profondamente nella sofferenza di Gesù: le Sue piaghe sono la terra della nostra salvezza, il luogo in cui scampare dagli assalti del male. Disponendo di un porto, possiamo preferire la tempesta?

Essere


A volte ci sentiamo soli, vuoti, disperati, come se niente e nessuno potesse consolarci. È il momento giusto per capire l’Emmanuele, il Dio con noi. Ci risvegliamo, entriamo in contatto con Colui che è. E anche noi siamo.

Lasciare


L’Eucaristia, a Gesù, è costata cara. Dare il Corpo, il Sangue: cosa c’è più di questo? Eppure è felice per il sacrificio. Dovremmo ricordarlo, nel momento in cui ci sembra troppo quello che offriamo. La gioia di Dio nel darsi ci sbilancia, ci spinge a fare un salto, a trovare il coraggio di lasciare.

Migliorare

Dio sceglie i più piccoli e i più miseri. È consolante. Significa che non puoi vantarti, ma neanche lamentarti: se il bene tarda, puoi ben dire che è il minimo che capiti al più misero e al piccolo. Tutto non può che migliorare.

Esagerare


Nell’amore vero non si esagera: Dio è sovrabbondante, trasforma in vino una quantità enorme di acqua, quando la festa, ormai, sta per finire; versa tutto il Suo Sangue, sulla croce, quando una goccia sarebbe bastata. Lui è così, e noi siamo chiamati a somigliargli, a esagerare.