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Down Under: Finalmente letteratura! ANTONIO TABUCCHI

Sponsorizzato dall’Ambasciata d’Italia a Wellington, dal Ministry for Ethnic Communities della Nuova Zelanda e dalla Società Dante Alighieri di Auckland, il podcast Finalmente letteratura! vede il Professor Bruno Ferraro* e Matteo Telara chiacchierare di autori, società, letteratura e cultura italiana dal lato opposto del mondo, in leggerezza, nel cosiddetto Down Under neozelandese, tra aneddoti curiosi e brevi approfondimenti.

In questo episodio, Bruno e Matteo ci parlano di Antonio Tabucchi, conosciuto da Bruno nel 1991 durante un sabbatico alla Normale di Pisa. Il loro incontro segnò l’inizio di un’amicizia ricca di esperienze e collaborazioni, tra cui l’introduzione e l’analisi del testo curata da Bruno per Sostiene Pereira, nell’edizione Loescher. Ascoltiamo da Bruno vari aneddoti della loro amicizia.

Per l’ascolto di questo secondo episodio del podcast Finalmente letteratura! CLICCATE QUI.
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Bruno Ferraro ha insegnato per più di venti anni presso varie università australiane, e ha completato la sua carriera accademica all’università di Auckland, in Nuova Zelanda, dove tuttora risiede. Nel corso della sua carriera ha pubblicato edizioni critiche di commedie inedite del ‘500, traduzioni in inglese, e numerosi articoli e recensioni. Per la letteratura moderna ha contribuito agli studi su Italo Calvino e a quelli sul suo compianto amico Antonio Tabucchi.

Lo scrittore che amava le storie

L' amore graffia il mondodi Massimo Maugeri

La ragazza osserva il vuoto. L’immagine è di profilo, in bianco e nero. Sullo sfondo, nuvolaglie anonime che non lasciano presagire nulla di buono. La prima volta che osservai quella copertina, lo sguardo della ragazza mi parve sereno. E in fondo è così anche adesso, nonostante la notizia della scomparsa dell’autore sia ancora fresca e il solco nell’anima profondo. Osserva il vuoto, la ragazza. Con i capelli tirati dal vento. Non c’è sorriso, ma nemmeno inquietudine. L’amore, a volte, graffia il mondo… ma non gli sguardi. Non sempre, almeno.
Il romanzo è “Per Antonio, che è andato appena un attimo di là”. È dedicato a lui, il libro. Lo scrittore lo precisa nella nota finale: “personaggi, luoghi, situazioni che a qualche lettore potessero sembrare veri o accaduti sono solo il frutto di una sintesi letteraria tra realtà e fantasia, di quella particolare capacità che appunto la letteratura possiede di fornire una verità altra raccontando storie. In altre parole, come ha scritto Antonio Tabucchi, al cui ricordo questo libro è dedicato, raccontando menzogne. ”
Rileggo questa breve nota e penso: quant’è bravo. Vedi? mi dico. Riesce a trasformare in virtuoso lirismo letterario anche il classico riferimento al “puramente casuale” dietro cui, in genere, si cautela uno scrittore per proteggersi dall’eccesso di reale contenuto nelle storie. Quant’è bravo, sì. Lo sussurro tra me, consapevole della mia difficoltà a formulare la frase usando l’imperfetto. Continuo a pensarlo al tempo presente. Come se fosse ancora qui.
L’avevo incontrato qualche mese prima. Gli avevo chiesto di raccontarmi di lui, di spiegarmi com’è che era diventato scrittore, quali erano state le letture che lo avevano reso il romanziere del dolore perfetto. Fu una bella chiacchierata. La conservo nel cuore. Continua a leggere

Antonio Tabucchi. MORTE DI UNO SCRITTORE DI NOTTURNI.

Scrittura e ricerca letteraria in Antonio Tabucchi

«L’inazione consola di ogni cosa. Non agire ci dà tutto. Immaginare è tutto, purché non tenda all’azione. Nessuno può essere re del mondo se non in sogno. E ognuno di noi, se si conosce veramente, vuole essere re del mondo. Non essere e pensare è il trono. Non volere e desiderare è la corona. Avremo ciò a cui rinunciamo perché, sognando, lo conserviamo intatto»
(Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares)

Volevo molto bene ad Antonio Tabucchi al di là della stima che provavo per lui come romanziere e come studioso di letteratura portoghese e mi dispiace non averlo potuto dire prima che si imbarcasse per il suo ultimo viaggio verso Lisbona e la terra lusitana. Ma i suoi ultimi libri (a partire da Gli zingari e il Rinascimento del 1999 uscito per Feltrinelli fino agli ultimi racconti mescolati ad immagini di Racconti con figure pubblicati da Sellerio nel 2011) mi erano piaciuti meno dei suoi primi, straordinari romanzi degli anni Settanta e Ottanta. Continua a leggere

STORIA CONTEMPORANEA n.54: Lettere dal passato. Antonio Tabucchi, “Il tempo invecchia in fretta”

Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei. (G.P)

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di Giuseppe Panella

Lettere dal passato. Antonio Tabucchi, Il tempo invecchia in fretta, Milano, Feltrinelli, 2009

Il Tempo sembra essere il vero nemico da sconfiggere per Antonio Tabucchi in questa fase della sua storia letteraria. Tutte le sue opere dell’ultimo periodo si accaniscono nel ritrovare e nel descrivere il percorso che conduce al tempo reale della vita mediante il ricorso a una dimensione memoriale faticosamente percepita e raggiunta. La memoria vince il tempo e lo ritrova, alla fine.

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