di Giacomo Verri
“Ho torto forse a ripetere che il mondo sarebbe bello se tutti fossimo malati?”, leggo a un certo punto tra alcune brevi prose di Cesare Zavattini che le edizioni Hacca hanno rimesso in volume con il titolo I giocattoli (pp. 59, euro12): si tratta di una plaquette di una sessantina di pagine, aperta e chiusa da dotti saggi di Valentina Fortichiari e Gualtiero De Santi; i testi di Za risalgono tutti al lustro 1934-1939, e tutti apparvero in origine su «L’illustrazione del medico» e furono ripresi nel 1976 da Einaudi, nel volume di poco successo Al macero: Scritti 1927-1940. Il peso di queste prose è quello lieve della malinconia appena velata da un palpito ironico; un peso specifico, direi, che in questo delicato volume, dalle pagine ben spaziate, trova l’esatto veicolo per poter essere apprezzato al meglio. Continua a leggere






