di Guido Michelone
Romanzo breve o racconto lungo, questo scritto solo in apparenza minore rispetto ai grossi tomi (Americana, Underworld, Cosmopolis) noti anche al pubblico italiano, è un’amara riflessione sullo scorrere del tempo, che vive per così dire metaforizzato all’inizio e alla fine del testo con le due sequenze non a caso ‘cinematografiche’ ambientate al MOMA di New York dove i protagonisti assistono alla videoinstallazione 24 Hour Psycho (1993) di Douglas Gordon: il celebre giallo Psycho (1960) di Alfred Hitchcock viene proiettato al ralenti e dilatato da due a ventiquattro ore. Continua a leggere



