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Miracolo

Vi trasmetto quello che a mia volta ho ricevuto: san Paolo definisce in questo modo il suo vangelo. È un circolo d’amore: non si tratta di diffondere idee, non servono a nessuno; ma la vita che mi è stata data genera altra vita, questo è il miracolo.

Cuore


Non bastano le cose materiali, lo sappiamo: si possono fare i regali più importanti, ma ciò che conta è il cuore. Per questo anche un povero può offrire da re: è il bello della vita, dove il possesso è nulla e il dono è tutto.

Doni


Tutto è di Dio: ciò che gli offriamo è una restituzione, che gli è gradita, però, come un regalo. Gesù non sa come darci più di quanto meritiamo. O meglio, lo sa bene, per questo il cuore è pieno al di là di ciò che accade.

Regali

 

Senza Dio siamo niente, ci vuole poco a capirlo. Basta nulla a spazzarci via, come non fossimo esistiti. E i pregi, i talenti? Sono doni del Benefattore: il segno che, amandoci, ci copre di regali.

Così grandi

Gesù invita Gabrielle ad affidarsi a Maria, la Madre dolorosa e immacolata, perché molti problemi sorgono a causa dell’orgoglio, e nessuno meglio di Lei può insegnarle la via dell’umiltà. Le chiede di ammettere che, con un Padre, una Madre e un Fratello così, può sentirsi supportata nel cammino terreno. Deve solo curare di non perdere il contatto con doni così grandi.

Straordinaria

Quello che Mi si dona fa parte di Me, in cui niente muore, dice il Cristo alla Bossis. E la invita a donarsi, perché quello che ciascuno può fare è irripetibile. Come fare a meno di questa testimonianza straordinaria?

Ciò che è Dio

Siamo sicuri di ricevere da Dio? A volte non osiamo sperare. Eppure dovremmo avere un barlume della Sua generosità impensabile, inaudita, capace di salvare anime per una sola preghiera fatta col cuore. Immaginiamo l’impossibile, perché sarà poco rispetto a ciò che è Dio.

Inaudito

Gesù più dona, più è felice. A volte ne siamo infastiditi, perché nessuno è degno di ricevere. Ma dobbiamo essere certi che non è merito nostro, farci avvolgere nel manto delle Sue virtù, così che il Padre veda solo Lui. Di là scopriremo il Suo amore impensabile, inaudito. 

Il monte di Dio

Il Cristo dice alla Bossis di prestargli la sua intelligenza e il suo corpo, in modo che nel cielo possederà la sua essenza. Mi sembra una chiave decisiva: aprire il corpo, la psiche e lo spirito a Gesù, per renderli esposti al cambiamento. Per diventare luce, sul monte di Dio. 

Il bello

L’amore resta per sempre. Gabrielle ringrazia Gesù per tutte le Ostie ricevute. Lui le dice: tu le hai sempre, perché un’Ostia ricevuta è data eternamente. È il bello di essere Dio: un Suo regalo non si può più perdere.

Altro da fare

A Dio diamo il minimo, come fossimo a scuola, o al catechismo. Speriamo di cavarcela con poco, di sbarcare il lunario dell’eterno con qualche gesto formale. Povero Cristo: ci prova a chiederci di più, ma quasi sempre è deluso. Figurarsi, abbiamo altro da fare.

Quaggiù

Cosa possiamo offrire a Gesù? Tutto: ogni piccola cosa che viviamo, possiamo porgergliela, come un dono ingenuo, come tra bambini. E cosa siamo, se non piccoli bambini che guardano il mondo stupefatti? Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Anzi, cominciano già a vederlo, da quaggiù.