In ritardo di circa un anno rispetto alla piuttosto infuocata polemica che rese vivace l’estate del 2009, ho ripreso in mano Principianti, il volume che raccoglie la versione originale dei racconti di Raymond Carver che, mutilati di un buon 60% costituirono la prima e celebrata raccolta Di cosa parliamo quando parliamo d’amore (1981), che avevo iniziato a leggere proprio in concomitanza con la querelle accesa da Carla Benedetti e proseguita da altri.
Già un anno fa mi ero fatto un’idea piuttosto chiara della questione, tanto da averne scritto un appunto che rimase lì, fra le note del mio palmare, senza che lo riprendessi più in mano. Il fatto è che allora non avevo qui con me (in Sicilia, dove passo le mie vacanze) il libro “ufficiale” e dunque l’impossibilità di fare confronti mi aveva frenato. Poi l’inverno è trascorso senza che ritrovassi l’impulso di verificare la qualità e la quantità dei tagli subiti da Carver da parte del suo editor Gordon Lish, cosa che ho quasi casualmente potuto fare in questi giorni.
Mi ero fatta un’idea, dicevo, grazie alla lettura dell’epistolario Carver/Lish riportato in appendice nel volume dell’Einaudi. La lettura comparata delle due edizioni dei racconti di Carver me l’ha confermata. Il lavoro di Lish sui racconti di Carver lo si può serenamente definire un atto di violenza.
