
“La cultura non la si conquista nella servile fatica, essa è un dono della libertà e dell’ozio esteriore; non la si raggiunge, ma la si respira; per essa agiscono strumenti segreti, i suoi beni sono ottenuti ora per ora dalla misteriosa operosità dei sensi e dello spirito conciliabile con un apparente assoluto fannullonismo – e si può ben dire che essa tocca al prescelto nel sonno. Certo che per venire così plasmati bisogna essere di materia plasmabile. Nessuno afferra quel che già non possiede per nascita, e quello che ti è estraneo non lo potrai mai desiderare. Se uno è fabbricato in un legno scadente, non giungerà mai a vera cultura, mentre chi se ne è impadronito non ha mai conosciuto rozzezza. Difficilissimo è qui segnare una rigida ed equa linea di divisione fra il merito personale e ciò che si chiama favore delle circostanze. Continua a leggere
Da “Confessioni del cavaliere d’industria Felix Krull”
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