Poeti misconosciuti: che significa? Vuol forse dire: poeti ingiustamente ignorati? O immeritatamente noti? O poeti noti, ma fraintesi? Poiché gli sconosciuti, almeno, non corrono il pericolo di venire fraintesi. La menzione che Ella fa di Rilke nella Sua lettera (dove dice che, benché ammiratissimo, egli non è stato capito affatto nella sua fase estrema) dimostra che Lei sa benissimo come la probabilità di venire fraintesi aumenti in proporzione alla notorietà. Certamente ricorderà le parole di Hegel sul letto di morte: “ Di tutti i miei discepoli, uno solo mi ha inteso”. Pausa. “E quello mi ha frainteso.” Ma la “gloria” non è di per sé un malinteso, seppure un malinteso altamente dinamico? Non è un’irradiazione diretta con l’essere capiti, che dell’essere capiti non è in alcun modo la conseguenza? Continua a leggere
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Da “Confessioni del cavaliere d’industria Felix Krull”

“La cultura non la si conquista nella servile fatica, essa è un dono della libertà e dell’ozio esteriore; non la si raggiunge, ma la si respira; per essa agiscono strumenti segreti, i suoi beni sono ottenuti ora per ora dalla misteriosa operosità dei sensi e dello spirito conciliabile con un apparente assoluto fannullonismo – e si può ben dire che essa tocca al prescelto nel sonno. Certo che per venire così plasmati bisogna essere di materia plasmabile. Nessuno afferra quel che già non possiede per nascita, e quello che ti è estraneo non lo potrai mai desiderare. Se uno è fabbricato in un legno scadente, non giungerà mai a vera cultura, mentre chi se ne è impadronito non ha mai conosciuto rozzezza. Difficilissimo è qui segnare una rigida ed equa linea di divisione fra il merito personale e ciò che si chiama favore delle circostanze. Continua a leggere

