Percepire è riconoscere ciò che soltanto ha valore, ciò che soltanto esiste veramente. E che altro veramente esiste in questo mondo se non ciò che non è di questo mondo?
Cristina Campo
Noi viviamo in un mondo dove l’incessante proliferazione di immagini impedisce la visione. Lo spazio è divenuto un mero aggregato di segni irrelati, di significanti senza significato: una sorta di schermo opaco, un buco nero nel quale corpi ed oggetti collassano. L’individuo postmoderno è colui che guarda per non vedere: per non vedere, in definitiva, quel nulla che lo circonda e che la società del simulacro – dove la simulazione sostituisce la realtà fino a divenire più reale di ciò che imita – tenta in ogni modo di nascondere. Ebbene la poesia, oggi più che mai, deve opporsi a tutto questo, e deve restituire alla parola (e all’immagine, perché il poeta pensa per immagini) la capacità di creare delle fenditure in questa cappa di insignificanza che ci opprime. Continua a leggere


