Archivi tag: Franco Acquaviva

Franco Acquaviva, Crescite invisibili

E’ uscita la nuova raccolta di poesie di Franco Acquaviva, attore, regista, drammaturgo, poeta: Crescite invisibili (Kolibris edizioni, Novembre 2025). Nell’attesa di parlarne a breve in questo spazio, ne propongo un assaggio ai lettori de La poesia e lo spirito.

Perdersi

Si chiudeva una porta
se ne apriva un’altra
rigirare di maniglie
parata di vetri smerigliati,
nei riflessi
svaniva la quiete di un abbandono; Continua a leggere→

Franco Acquaviva, Cinque poesie inedite

Sono lieto di presentare cinque poesie inedite di Franco Acquaviva, attore, regista, drammaturgo, poeta. Come poeta ha pubblicato due libri: Teatro nelle fibre del corpo (Giuliano Ladolfi Editore 2016) e Strategia della sparizione (Giuliano Ladolfi Editore 2020). A seguire una mia nota sui testi e una nota biografica dell’autore.

Era la donna in nero tra le case
avvolta in un collo di nebbia crollava
su tutta la notte intorno, vaporava Continua a leggere→

La poesia della “sparizione”. Intervista a Franco Acquaviva

di Guido Michelone

Questa intervista nasce quasi a caldo, verso la fine di Maggio, ovvero a conclusione di una fase drammatica per il Nostro paese ma anche in coincidenza dell’uscita de La strategia della sparizione, nuovo libro di poesie di Franco Acquaviva – drammaturgo, poeta, saggista, critico teatrale, che, dopo il DAMS bolognese, sceglie di lavorare sulle rive del lago d’Orta con il proprio Teatro delle Selve, dirigendo workshop, gruppi, rassegne, in pacata controtendenza, rispetto a tanta offerta istituzionale – arriva a quattro anni da Teatro nelle fibre del corpo: entrambi ‘viaggi’nella letteratura in versi, hanno un imprinting verso una parola colma di scena lirica e di spettacolo intimista, benché teatro e poesia restino, di proposito due corpi separati nell’arte dell’Autore. 

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Guido Michelone intervista Franco Acquaviva

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A tu per tu con il poeta, attore, regista teatrale.

Per iniziare, così, a bruciapelo chi è Franco Acquaviva?
Sono un provinciale che ha avuto la fortuna di conoscere da vicino uomini straordinari del teatro, maestri che hanno influenzato il mio cammino; sono uno che a 19 anni è scappato da una piccola città come Como, nella quale sono nato, ed è finito a Bologna, al Dams, alla metà degli anni ’80, in un momento che è stato forse tra i più vitali in città dopo i fasti e le feste, ma anche i drammi, del ’77. Al Dams ci insegnavano Umberto Eco, Giuliano Scabia, Gianni Celati, Luigi Squarzina, Claudio Meldolesi, Fabrizio Cruciani, Gianni Polidori e molti altri; c’era un livello altissimo di qualità nell’insegnamento e si faceva moltissima sperimentazione. Continua a leggere→