Uno psichiatra che da bambino sognava di diventare poeta
Sogno, poesia e follia sono accadimenti a cui abbiamo dato un nome, ma di cui sappiamo poco.
La follia, per alcuni, è ancora la sorella sfortunata della poesia, si perde nel bosco e vi rimane intrappolata, preda dei suoi fantasmi e di voci inesistenti.
Il sogno è un enigma spodestato del suo regno, senza inconscio è diventato il prodotto dell’attivazione irregolare di infaticabili neuroni, che anche di notte non smettono di lavorare.
Alla poesia resta l’abbaglio di pochi versi che nell’abisso scoprono la luce.
Sognatori, poeti e folli sono inadatti a vivere nel mondo, scomodi ospiti in casa propria, parlano una lingua che neppure loro riescono a decifrare. Continua a leggere


