Dal salone viola genovese alle bianche stanze torinesi alla solitudine corale milanese
(discorso di accettazione del Premio Pavese 2023)
Scrivere è un ritorno – innesco che apre voragini
di senso, un andare disarmati incontro
ad ombre infestanti e guerriere. Scrivere
è il gesto che consuma l’attesa, e porta ai confini
di un’eco dimenticata, di una vita forse
prigioniera fra lamiere, e ancora sconosciuta.
Qualche anno fa (ormai una decina, tempus fugit) mi fu chiesto un contributo per un volume collettaneo, La formazione della scrittrice, curato da Giulio Mozzi. Decisi di intitolarlo “Dal salone viola genovese alle bianche stanze torinesi”, riassumendo così quella che fino ad allora era stata la mia esperienza di autrice con un trascorso di redattrice ed editor per Einaudi. Continua a leggere




