Sono dovuto partire di notte. Al freddo. Eravamo inseguiti dagli uomini del Duca. Mia moglie aveva rifiutato di concedersi la prima notte a lui. La prima notte di nozze. Io non ce l’ho fatta. Sembravo un uccello impazzito. Ardevo di rabbia. E’ quella che mi ha permesso di prendere quattro stracci, mia moglie, bella come una luna fiorente nel cielo, e salire verso il passo.
Di notte è dura. La luna ci ha fatto da battistrada. Era grossa, piena, estiva. L’aria faceva da contraltare. Fredda come una lama. Bruciava come il ghiaccio. Sarà che eravamo giovani e
neanche i lupi mi spaventavano.
Siamo finiti al Pian delle Gorre. Lì abbiamo lasciato i cavalli. Li abbiamo
abbandonati a loro stessi. Volevo ucciderli ma mi è mancata la mano. Uno dei due, Luce, mi
ha cresciuto. Continua a leggere
“Lupi contro un duca”, di Alberto Pezzini
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