Cos’è la poesia, per te? È una domanda ad altissimo rischio di retorica nella risposta, ma non è retorica se dico che, al di là della sua pura e semplice bellezza, la poesia è secondo me un modo, al tempo stesso, per sentire più forte che mai l’attaccamento alla vita e per guardarla da una giusta distanza. L’attaccamento alla vita: perché la poesia ha molto a che fare con i sensi, con la sensualità, è il tentativo di afferrare quello che Robert Frost chiamava il “suono del senso” – e credo che la vita possa e debba essere vissuta e sentita proprio attraverso i sensi, la sensualità, prima ancora che attraverso la ragione. La giusta distanza, al tempo stesso (e per lo stesso motivo): perché la poesia ci libera dal vincolo e dall’ossessione di dover dare sempre un significato a ciò che accade, a tutte le nostre azioni. La parola della poesia, a differenza di altre, non pretende di dominare il mondo, ma al contrario: prende atto dell’irriducibilità del mondo ad unità, e l’accetta. Non pretende risposte assolute alle proprie domande, perché non ne cerca. Continua a leggere
La parola ai poeti. Niccolò Nisivoccia
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