
Sono molto grato per l’opportunità concessami su questo spazio, soprattutto perché la questione posta mi sembra davvero fondamentale. Infatti credo che l’arte, e segnatamente la poesia, sia il luogo ideale per l’incontro con l’Altro-in-sé.
E in ordine a ciò, spesso, mi ritrovo a pensare a quanto sarebbe bello se tutta la poesia fosse davvero e sempre “poesia di ricerca”. Ma non una ricerca esclusivamente formale, così come oggi, invece, purtroppo, la si intende. Ma una ricerca, continua, di vita.
E mi torna alla mente, a questo proposito, l’insegnamento che Eduardo de Filippo rivolgeva ogni volta ai suoi allievi: “Chi cerca la vita trova la forma, chi cerca la forma [invece] trova la morte”. E poi, ancora, l’altissimo monito di Marina Cvetaeva: “Come posso io, poeta, e cioè creatura dell’essenza, farmi lusingare dalla forma? Mi lascerò lusingare dall’essenza, e la forma verrà da sola. E viene. E non dubito che verrà” (da Il poeta e il tempo, p. 44). Continua a leggere


