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Lirico Terapia. Patrizia Cavalli, Ah smetti sedia di esser così sedia!

Ah smetti sedia di esser così sedia!

E voi, libri, non siate così libri! 

Come le metti stanno, le giacche abbandonate. 

Troppa materia, troppa identità.

Tutti padroni della propria forma.

Sono. Sono quel che sono. Solitari.

E io li vedo a uno a uno separati 

e ferma anch’io faccio da piazzetta

a questi oggetti fermi, soli, raggelati. 

Ci vuole molta ariosa tenerezza,

una fretta pietosa che muova e che confonda 

queste forme padrone sempre uguali, perché 

non è vero che si torna, non si ritorna

al ventre, si parte solamente,

si diventa singolari.

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Lirico terapia. Patrizia Cavalli, L’io singolare proprio mio

[da L’io singolare proprio mio]

Quasi sempre chi è contento è anche volgare;

c’è nella contentezza un pensiero

che ha fretta e non ha tempo per guardare

ma passa via compatto e maniacale

e reca oltraggio volgendosi a chi muore

– Avanti con la vita, su, coraggio!



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