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23 agosto: Giornata Europea di Commemorazione delle Vittime di Tutti i Regimi Totalitari e Autoritari

 

 

di Fabiano D’Arrigo

23 agosto: Giornata Europea di Commemorazione delle Vittime di Tutti i Regimi Totalitari e Autoritari

DIETRICH BONHOEFFER NEL LAGER DI FLOSSENBURG E PAVEL FLORENSKIJ NEL GULAG DELLE SOLOVKI

Il prossimo 23 agosto nell’Unione Europea verranno commemorate le vittime dei regimi totalitari novecenteschi.
La giornata di commemorazione, istituita dal Parlamento europeo nel 2008/2009 e ribadita nel 2019, aspirava a preservare, “con dignità e imparzialità”, la memoria delle migliaia e migliaia di persone giustiziate, deportate e sterminate nel lungo arco temporale dagli anni Venti agli anni Cinquanta del Novecento. E a promuovere, al contempo, i valori democratici, la stabilità e la pace in Europa.
C’è il rischio concreto che, ancora una volta, in molti Paesi dell’Unione Europea, Italia compresa, la celebrazione avvenga sotto tono sia per la contingenza delle ferie estive sia per una certa avversione a questa particolare ricorrenza. (Di ciò è stata data la motivazione in un mio precedente articolo su “La Poesia e lo Spirito” del 13 luglio 2025). Continua a leggere

Non dimenticatemi


Da     Non dimenticatemi  di Pavel A.Florenskij

Le lettere dal gulag del grande matematico, filosofo e sacerdote russo

 

 lettera alla madre, 23 marzo 1937

 

…Gli uomini di tutte le epoche considerano solo se stessi come uomini e vedono tutto ciò che è relativo al passato come uno stato quasi animalesco; e quando scoprono nel passato qualcosa che assomiglia ai loro pensieri e sentimenti, i quali soli ritengono autentici, la lodano dall’alto della loro boria:” Erano delle tali bestie, eppure in qualcosa i loro pensieri si sono avvicinati ai nostri”. Il mio punto di vista è del tutto opposto; l’uomo è sempre e ovunque stato uomo, ed è solo la nostra prosopopea che in passato più o meno lontano gli attribuisce sembianze scimmiesche. Non vedo cambiamenti sostanziali nell’uomo stesso, cambiano solo le forme esteriori della vita. Al contrario, l’uomo del passato, del lontano passato, era più umano e più acuto dell’uomo più recente, ma soprattutto era incomparabilmente più nobile.

 

[A cura di Annamaria Ferramosca]