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23 agosto: Giornata Europea di Commemorazione delle Vittime di Tutti i Regimi Totalitari e Autoritari

 

 

di Fabiano D’Arrigo

23 agosto: Giornata Europea di Commemorazione delle Vittime di Tutti i Regimi Totalitari e Autoritari

DIETRICH BONHOEFFER NEL LAGER DI FLOSSENBURG E PAVEL FLORENSKIJ NEL GULAG DELLE SOLOVKI

Il prossimo 23 agosto nell’Unione Europea verranno commemorate le vittime dei regimi totalitari novecenteschi.
La giornata di commemorazione, istituita dal Parlamento europeo nel 2008/2009 e ribadita nel 2019, aspirava a preservare, “con dignità e imparzialità”, la memoria delle migliaia e migliaia di persone giustiziate, deportate e sterminate nel lungo arco temporale dagli anni Venti agli anni Cinquanta del Novecento. E a promuovere, al contempo, i valori democratici, la stabilità e la pace in Europa.
C’è il rischio concreto che, ancora una volta, in molti Paesi dell’Unione Europea, Italia compresa, la celebrazione avvenga sotto tono sia per la contingenza delle ferie estive sia per una certa avversione a questa particolare ricorrenza. (Di ciò è stata data la motivazione in un mio precedente articolo su “La Poesia e lo Spirito” del 13 luglio 2025). Continua a leggere

Quattro libri in commercio col divino

di Alberto Fraccacreta

Dietrich Bonhoeffer, Poesie (testo tedesco a fronte, introduzione e traduzione a cura di Alberto Melloni, Marietti)

Le liriche di Bonhoeffer, teologo evangelico ucciso nell’aprile 1945 per aver aderito al complotto contro Hitler, «sono accomunate – nota Melloni – dalla “scrittura notturna”, diversificate nel verso (ora libero, ora legato a un metro e alla rima), con echi a volta espliciti, ma spesso impliciti alla tradizione musicale tedesca, al patrimonio innologico luterano, non meno che al linguaggio biblico». Continua a leggere

Tre poesie di Dietrich Bonhoeffer

(Perugino. Deposizione dalla croce.)

Tre poesie di Dietrich Bonhoeffer
di Anna Maria Curci

Qualche giorno fa ho letto una delle preghiere che Dietrich Bonhoeffer scrisse per i compagni di prigionia. La lettura mi ha dato lo spunto per rileggere le poesie di Bonhoeffer nel testo originale, limpido e insieme profondo. Ho provato a rendere limpidezza e profondità anche nella lingua italiana.

La prima delle tre poesie proposte è diventata anche una canzone.
Dietrich Bonhoeffer scrisse questi versi nel carcere militare di Tegel, a Berlino. Li accluse a una lettera all’amico Eberhard Bethge dell’8 luglio 1944.

Chi sono?

Chi sono? Spesso mi dicono
che esco dalla mia cella
sciolto e sereno e saldo
come un signore dal suo castello

Chi sono? Spesso mi dicono
che parlo con i sorveglianti
libero e cordiale e franco
come se avessi da comandare.

Chi sono? Mi dicono anche
che i giorni porto della malasorte
imperturbabile, sorridente e fiero,
come chi è uso alle vittorie. Continua a leggere