In questi giorni in cui cercavo di sistemare il mio studio e di dare un po’ di ordine alle tante cose che nel tempo si ammucchiano, mi sono imbattuto in un bell’articolo a firma di Lorenzo Artusi, Weimar e il cuore “inquieto” di Goethe, in Feria, rivista per un dialogo tra esodo e avvento, n. 41, marzo 2012: «Oggi si tende a considerare le materie umanistiche e artistiche alla stregua di conoscenze tecniche da valutare sulla base di test, mentre le capacità critiche e inventive che ne costituiscono il nucleo sono messe da parte … è facile capire che, in questa “ottica”, l’arte e le lettere rientrano tra le cose che non servono e, poiché non producono denaro, si considerano facilmente eliminabili» (ivi p. 39). Continua a leggere
Riflessione sulla scuola – di Bruno BARTOLETTI
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