
La caduta di Adamo è l’unico evento storico dell’Eden, dice Cioran, e se ce ne fosse ancora un altro? E se accettassimo l’atto demiurgico congiunto a Dio come fatto incipiente per spiegare l’arte, la poesia?
A tal proposito Giovanni Ibello in una recente intensa intervista per Pangea ha detto: «la poesia esiste perché esistere è nel suo destino».
Adamo partecipa alla creazione quando Dio si appropria di una sua costola, un suo osso, e dunque presenzia assieme a Lui, per volere divino.
Pur contribuendo all’atto creativo l’uomo non è il solo artefice, è coadiuvato da una mano più potente che lo elegge, e il fatto stesso che l’Assoluto si serva di un essere che in seguito alla caduta diverrà mortale, ne segna per l’eternità la sua natura in grado di creare, di poiesis. Continua a leggere


