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Lo stato dell’arte. Sarah Talita Sivestri

La caduta di Adamo è l’unico evento storico dell’Eden, dice Cioran, e se ce ne fosse ancora un altro? E se accettassimo l’atto demiurgico congiunto a Dio come fatto incipiente per spiegare l’arte, la poesia?

A tal proposito Giovanni Ibello in una recente intensa intervista per Pangea ha detto: «la poesia esiste perché esistere è nel suo destino».

Adamo partecipa alla creazione quando Dio si appropria di una sua costola, un suo osso, e dunque presenzia assieme a Lui, per volere divino. 

Pur contribuendo all’atto creativo l’uomo non è il solo artefice, è coadiuvato da una mano più potente che lo elegge, e il fatto stesso che l’Assoluto si serva di un essere che in seguito alla caduta diverrà mortale, ne segna per l’eternità la sua natura in grado di creare, di poiesis. Continua a leggere

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La parola ai poeti. Sarah Talita Silvestri


Kai palin katakypsas egraphen eis ten ghen

E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra.
Gv. 8,8

Dover parlare di poesia genera in me sempre del disagio, associato alla consapevolezza dei miei limiti e della mia inadeguatezza sul tema. È come se non riuscissi a dire in modo esaustivo quello che davvero vorrei dire a riguardo. Una luce ad intermittenza, un respiro, una sparizione, una magia, tutto e niente.

 Non so perché mi sia venuto in mente quel versetto di Giovanni, inserito nella pericope della peccatrice perdonata, celebre per la durezza e la verità di quelle parole, che alla condanna sostituiscono l’esame interiore di sé, che al furore e alla violenza sostituiscono la misericordia per la condizione umana: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei».  Continua a leggere