Recensione di Luigi Preziosi
L’ultimo libro di Giacomo Sartori, Sono Dio (NN Editore, Milano, 2016), sorprende sia per il tema sia per la cifra stilistica scelta per trattarlo, entrambi inconsueti per l’autore. Il titolo non nasconde un’iperbole o un’affermazione paradossale: dalle profondità dell’universo è dio stesso che parla. Racconta di sé, senza intermediari o rivelazioni che lo rendano comprensibile all’umanità. Contempla l’universo, con particolare interesse per la bellezza delle stelle, e si compiace della varietà infinita di forme con cui la vita si dispiega ovunque. Un po’ meno compiaciuto è il suo sguardo quando si posa su quel minuscolo dettaglio del creato che è l’uomo, di cui, nella sua sconfinata capacità di discernimento, coglie con precisione le imperfezioni, i limiti e le miserie. Le sue ricognizioni generano spunti per monologhi sconfortati sull’umanità, eccessivamente intenta ad attività non solo banali, ma anche deleterie per l’ordine cosmico, utili ad appagare egoismi voraci e irrefrenabili. Le conseguenti perversioni dell’uso del denaro, della tecnologia e della genetica che gli tocca osservare sono tali da farlo dubitare (contraddizione in termini, sia chiaro, l’onnipotente non può dubitare…) non solo della propria infallibilità ma anche del suo amore per le sue creature (il che ce lo rivela non proprio come il dio dei cristiani). Continua a leggere

