Archivi tag: Stabat mater

A naso

tiziano scarpa

Tiziano Scarpa (TS) viene dal mondo dei blog (Nazione indiana) e ancora vi opera (Il primo amore). Dunque TS è uno dei nostri (N). TS, però, ha vinto il Premio Strega, che è di Berlusconi (B). Quindi TS è di B. TS, tuttavia, potrebbe essere un po’ di N e un po’ di B. In questo caso, TS sarebbe escluso dalla categoria dei duri e puri (DP). Come decidere da che parte sta TS? E’ di N, di B o dei DP? C’è un’unica soluzione: abbracciare TS per sentire che odore ha, se più di N, dei DP o  più di B. E’ una questione di olfatto, non resta che andare a naso.

Postilla
Ma Facebook (FB), per esempio, di chi è? Mi hanno riferito cose strane. Non mi sembra una cosa adatta per DP. A naso.

(fonte immagine)

Stabat mater: una vittoria inaspettata

stabat mater

Quella di Tiziano Scarpa è stata una vittoria inaspettata. Dopo un fotofinish al filo di lana, giocato su una guerra di nervi fino all’ultimo voto. Le camere a spalla che mostravano, lampi spietati di una diretta apparentemente tradizionale, i gruppuscoli degli amici della domenica intenti a compilare le schede, o a elaborare propri calcoli senza aspettare la lettura dei singoli voti da parte di Paolo Giordano, erano l’emblema di qualcosa di diverso. Non era più la cronaca di una vittoria annunciata. Né tantomeno di un esito largamente pronosticato, che peraltro era stato ribaltato nei mesi scorsi.

L’edizione 2009 del Premio Strega, invece di confermarsi quale esordio e suggello di apertura della stagione dei premi letterari nazionali, come suggerito da Franco Di Mare durante la diretta televisiva su RaiUno, si era trasformata in una sorta di action thriller della scrittura, in uno scontro tra due personalità. Tra due autori che, alle spalle, portavano con sé il proprio vissuto, le esperienze maturate in contesti radicalmente opposti. Con un denominatore comune che, al di là della tensione che si respirava durante lo spoglio degli ultimi trenta voti, emergeva in tutta la sua nettezza: il senso del ricordo di come eravamo, quando avevamo dieci, quindici anni. Continua a leggere