In questi tempi di buio profondo, l’arma che può salvarci è l’anima, il suo percorso spirituale e l’amore, soprattutto la nostra capacità di darne. Dare attenzione alla nostra interiorità, ascoltare la voce del fuoco sacro, è la direzione che possiamo intraprendere. Dobbiamo scegliere, siamo chiamati a farlo costantemente, tutti i giorni, attraverso tutti i respiri. Siamo tutti responsabili perché tutti abbiamo la possibilità di scegliere, godiamo del libero arbitrio, anche quando siamo vittime del torpore e della disperazione. Ascoltare il fuoco sacro è permettere al divino di cantare in noi: “la mente diventa del tutto pacificata e salda, invita tutte le parti dell’anima alla ricerca di Dio e non è attratta da nulla di esteriore” (Diadoco, Vescovo di Foticea, Filocalia). Continua a leggere
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Bibbia e poesia, di Valentina Calista. David Maria Turoldo: tra poesia e liturgia
David Maria Turoldo: tra poesia e liturgia
di Valentina Calista
(Il testo è tratto dallo libro monografico di prossima pubblicazione Valentina Calista, La salmodia di David Maria Turoldo: uno studio interdisciplinare, Delta3Edizioni, 2024)
David MariaTuroldo è stato molto devoto al genere innico, ma per comprendere la complessità della sua produzione letteraria bisognerà fare una distinzione tra ciò che è una composizione poetica ispirata ai Salmi biblici e ciò che è un inno vero e proprio destinato all’uso e al rinnovamento liturgico. Per questo, bisognerà affrontare l’analisi letteraria dei testi turoldiani sempre alla luce di specifici modelli di riferimento della tradizione biblica, tenendo conto della moltitudine di riferimenti ai testi sacri e delle relative sfumature interpretative dei testi poetici di Turoldo. La produzione poetica di padre Turoldo si può definire una costante lode a Dio e dunque una perenne salmodia. Nella produzione letteraria turoldiana, ricca di impegno sociale e liturgico, il mondo dei Salmi e quello degli inni si intersecano, si intrecciano, si sovrappongono, si uniscono all’universo poetico dell’autore e spesso combaciano: un genere letterario dentro l’altro. Tuttavia, la produzione editoriale degli inni turoldiani sembra separarsi da quella di salmodica, intraprendendo una strada simile ma “altra”. Infatti, le date editoriali delle traduzioni dei Salmi (1973 – 1987) e quelle della produzione innica (1975 – 1989), sono la traccia di questo lavoro che Turoldo ha svolto parallelamente durante agli anni di cambiamento post-conciliari. La produzione innica turoldiana è raccolta nei seguenti volumi: La nostra preghiera. Liturgia dei giorni (Bologna: EDB, 1976; Gorle (BG), Servitium, 2001), tuttora in uso al Priorato di Sant’Egidio a Sotto il Monte, e scritta in collaborazione con i compagni della Comunità del Priorato di Sant’Egidio; Chiesa che canta. Inni sacri e cantici della liturgia delle Ore (Bologna: EDB, 1975); Chiesa che canta: contributo alla liturgia domenicale e festiva: per contemplare e cantare la parola (Bologna: EDB, 1981-1982) e Opere e giorni del Signore. Commento alle letture liturgiche (Cinisello Balsamo: Edizioni Paoline, 1989), in collaborazione con l’amico esegeta Gianfranco Ravasi. Continua a leggere
La parola ai poeti. Valentina Calista
Avvicinarsi alla poesia è stata una salvezza arrivata molto presto nella mia vita e grazie ad una figura che rimarrà, per me, sempre il suo simbolo: la poetessa Paola Malavasi, prematuramente scomparsa, nonché mia insegnante di Letteratura Italiana durante gli anni del liceo. Con i miei quaranta anni di oggi, posso affermare che la poesia è entrata definitivamente in forma scritta nella mia vita nel periodo dell’adolescenza. La poesia e la musica mi hanno salvata. Avevo quindici anni e frequentavo la terza superiore e Paola Malavasi (Viterbo 1965 – Venezia 2005) fece una cosa che tutti gli insegnanti dovrebbero fare: credette in me e mi diede la chiave di accesso al mondo della poesia. Conobbi Paola in III liceo, quando avevo 15 anni. Fu la mia “poetessa guida”, come amo definirla. La nostra amicizia scavalcò le aule del liceo. Mentre preparavo il mio primo esame di letteratura italiana all’Università, l’andai a trovare per un consiglio. Stava facendo il pane per il figlio. Un giorno, tra le barriere dei libri nel suo studio pieno di carte scoprii alcune sue poesie pubblicate nelle edizioni Pulcino Elefante dai titoli Dolce (1999) e Paese Passato (2000). Mi sembrarono un piccolo miracolo. Mi introdusse alla lettura di Alda Merini, un giorno, sulla porta, mentre me ne stavo andando per tornare a casa. Continua a leggere
Valentina Calista, poesie inedite

Di quale attesa parliamo gridando
se nel cuore della vita non siamo stati
mai, se non per sentito dire:
di quale affanno parliamo se prima
o poi il viaggio muterà in altro viaggio.
Sempre morire dobbiamo e sempre è vita.
Eravamo insieme anche allora e pur domani
nell’impermanenza della vita mortale.
Sentiamo il piacere di nuove esistenze
e tra ieri e domani ho scelto il presente.



