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da qui
Scrivo per sopravvivere. Ho l’impressione che, come nelle Mille e una notte, se cessassi di raccontare morirei all’istante. Devo ritrovare, giorno dopo giorno, il filo interrotto il 30 dicembre, con la morte del mio amico. Da allora, la scommessa è quotidiana: continuare, fermarsi, superare ostacoli sistemati ad arte e trappole intrise di veleno, confidare in ciò che ho sempre chiamato divina provvidenza, o arrendermi al male che mi assedia. Non so come andrà a finire. Quando riesco ad accendere il computer, segno un’altra tacca di una lotta senza fine. Anche per oggi è fatta, ed è già tanto.

A volte gli angeli sono vestiti da passanti (come direbbe Modugno), a volte hanno le sembianze dei compagni di viaggio che ci accompagnano per tratti di strada sempre troppo corti, spesso non ci accorgiamo del loro essere angeli se non quando spiccano il volo lasciando per sempre un vuoto incolmabile… ma andiamo tutti nello stesso posto e allora si farà una festa senza pari! E la strada, ancora lunga, nasconde ancora qualcuno con le ali…
un abbraccio di conforto, per quel che può valere
la fu
ahhhhh il caro bertoli, mi da una carica…:)
davvero difficile credere di poterti essere di un qualche sollievo, ma ci proviamo lo stesso…
un abbraccio anche da me, fabry
f&r
Bisogna trovare la forza per andare avanti, ma a volte anche per fermarsi.
…che giornate e che sensazioni di pesantezza addosso…ma, continua a scrivere:non ti stancare. 😉 A.
comprensibile….Non immagini quanto. Un abbraccio Marlene
grazie care, quando si arriva stremati è bello trovare parole così.
un abbraccio forte
fabry
la scrittura come liberazione, catarsi, testimonianza, arte vitale che proviene direttamente dalla vita, scommessa con la stessa. poche righe veloci e secche come foglie d’autunno crepitanti; come sempre bravo, efficace, senza fronzoli.
grazie Franz,amico.
mi fai coraggio.