Ricollego la poesia a una forza incendiaria, la parola bruciante che rimane in gola, che costringe e necessita d’esser detta. L’atto che la sottende, è simile a una pronuncia scritta– e quindi incisa- un atto che separa l’inesistente o il vacuo da ciò che non mediatamente, assume forma.
Accade che in modo in- perpetuo o intermittente un qualche significato sotterraneo entri con il significante in segreta corrispondenza. Segreta quanto urlante, la creatura onomatopeica, che è ancora mera associazione inespressa, implora di avere corpo, di esistere e farsi manifesta.
Ciò che guida la composizione è forse la linfa che innesta un processo organico, quello per cui un ultrasuono passa ad essere ronzio confuso e poi, per necessità, parola; un’energia liquida che si aggrappa all’accadimento, uno stupore, un dolore, una commozione, o un tempo contemplativo; per straripare.
Pur nutrendosi del linguaggio, l’azione poetica si scopre talvolta affamata a tal punto da tentarne un superamento: che questa spinta sia riuscita o meno, l’atto stesso di valicare la conduce all’impatto con universi paralleli e alieni dove si ha la parvenza di ritrovare una componente sotterranea di sé e del mondo.
Sebbene atto, la poesia non si pone come performante, non vi è in essa alcuna mira funzionale, al contrario contiene in sé una sacralità che arriva spesso a captare le forme più buie, le luminescenze più accecanti, a creare intersezioni tra sostanze tra loro distanti.
*
Giorgia Leuratti nasce a Roma nel 1994. Nel 2018 si laurea in Lettere presso l’Università degli Studi dell’Aquila con una tesi sul drammaturgo francese Antonin Artaud, che sancirà l’inizio di un crescente interesse verso la scrittura e il teatro.
Tornata a Roma studia critica teatrale presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico diplomandosi nel 2020 con una tesi sulla figura dei clown, da Jean Starobinski a Pippo Delbono. Negli stessi anni comincia a scrivere per la testata giornalistica “Quarta Parete” divenendo giornalista nel gennaio del 2022.
Dieci anni fa inizia una ricerca poetica e stilistica fondata sulla sperimentazione del linguaggio e sulla creazione immaginifica, originata da una visione della scrittura come mezzo vitale di urgenza espressiva.
Esordisce nel 2022 con la sua prima opera Inchiostro, edita da Robin Edizioni. Nel Novembre 2023 pubblica Sei un mistero blu con la casa editrice Controluna.


