
Ho scritto la mia poesia a nove anni, mentre ero a letto malato. Per la prima volta ho sentito la “voce antica” che dettava i versi,” . e” a quel modo ch’ei ditta dentro vo significando”(Dante), una voce atona, che ha bisogno di un grande silenzio per essere registrata. Un critico ha scritto che la mia è una poesia “parlata”, come quella della Cavalli, ma i miei versi volano leggeri sul mare nero dell’inconscio. La poesia è il nodo che la prosa è chiamata a sciogliere. Così ho scritto romanzi. Ho messo insieme in una vita una specie di canzoniere in quattro volumi, Apollinaire mi ha fatto rileggere i classici latini trovandone giovamento anche per la salute.
La parola ai poeti. Renzo Paris
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