Vivere con il Padre e il Figlio, per ricevere lo Spirito: è la formula vincente. Solo lo Spirito è coscienza: chi vuol capire qualcosa della vita, deve accoglierlo in casa.
Archivio mensile:Luglio 2024
Luigi Maria Corsanico legge Pier Paolo Pasolini. 14
Un tormento
Bibbia e poesia, di Valentina Calista. David Maria Turoldo: tra poesia e liturgia
David Maria Turoldo: tra poesia e liturgia
di Valentina Calista
(Il testo è tratto dallo libro monografico di prossima pubblicazione Valentina Calista, La salmodia di David Maria Turoldo: uno studio interdisciplinare, Delta3Edizioni, 2024)
David MariaTuroldo è stato molto devoto al genere innico, ma per comprendere la complessità della sua produzione letteraria bisognerà fare una distinzione tra ciò che è una composizione poetica ispirata ai Salmi biblici e ciò che è un inno vero e proprio destinato all’uso e al rinnovamento liturgico. Per questo, bisognerà affrontare l’analisi letteraria dei testi turoldiani sempre alla luce di specifici modelli di riferimento della tradizione biblica, tenendo conto della moltitudine di riferimenti ai testi sacri e delle relative sfumature interpretative dei testi poetici di Turoldo. La produzione poetica di padre Turoldo si può definire una costante lode a Dio e dunque una perenne salmodia. Nella produzione letteraria turoldiana, ricca di impegno sociale e liturgico, il mondo dei Salmi e quello degli inni si intersecano, si intrecciano, si sovrappongono, si uniscono all’universo poetico dell’autore e spesso combaciano: un genere letterario dentro l’altro. Tuttavia, la produzione editoriale degli inni turoldiani sembra separarsi da quella di salmodica, intraprendendo una strada simile ma “altra”. Infatti, le date editoriali delle traduzioni dei Salmi (1973 – 1987) e quelle della produzione innica (1975 – 1989), sono la traccia di questo lavoro che Turoldo ha svolto parallelamente durante agli anni di cambiamento post-conciliari. La produzione innica turoldiana è raccolta nei seguenti volumi: La nostra preghiera. Liturgia dei giorni (Bologna: EDB, 1976; Gorle (BG), Servitium, 2001), tuttora in uso al Priorato di Sant’Egidio a Sotto il Monte, e scritta in collaborazione con i compagni della Comunità del Priorato di Sant’Egidio; Chiesa che canta. Inni sacri e cantici della liturgia delle Ore (Bologna: EDB, 1975); Chiesa che canta: contributo alla liturgia domenicale e festiva: per contemplare e cantare la parola (Bologna: EDB, 1981-1982) e Opere e giorni del Signore. Commento alle letture liturgiche (Cinisello Balsamo: Edizioni Paoline, 1989), in collaborazione con l’amico esegeta Gianfranco Ravasi. Continua a leggere
Il contrario
Carlo Michelstaedter
Le cose ch’io vidi nel fondo del mare,
i baratri oscuri, le luci lontane
e grovigli d’alghe e creature strane,
Senia, a te sola lo voglio narrare.
Ché a brevi fiate nel tempo passato
nel fondo del mare mi sono tuffato.
A dare or la patria all’esule sirena,
la patria a me stesso e all’uomo abbattuto
svelare la via del suo regno perduto,
mi voglio tuffare con più forte lena,
ché ogni uom manifeste le tenebre arcane
conosca e vicine le cose lontane.
Ma quel che già vidi nel fondo del mare,
i baratri oscuri, le luci lontane
e grovigli d’alghe e creature strane,
Senia, a te sola lo voglio narrare.




