Archivio mensile:Febbraio 2025

Robert Desnos

di Giorgio Stella

Mai altra che te a dispetto di stelle e solitudini
A dispetto di mutilazioni d’albero all’arrivo della notte
Mai altra che te proseguirà il mio stesso cammino
Più t’allontani più s’allunga la tua ombra Mai altra che te saluterà il mare all’alba quando
vagabondo esausto io uscito da foreste tenebrose
e cespi di ortiche marcerò verso i flutti Mai altra che te poserà la mano sulla mia fronte
e sugli occhi
Mai altra che te e nego la menzogna e l’infedeltà
Tu puoi spezzar la cima di questa nave all’àncora
Mai altra che te
Prigioniera nella gabbia l’aquila rode lenta
le sbarre di rame grigioverde
Che evasione!
È la domenica cifrata dal canto degli usignoli
nei boschi verde tenero il cruccio delle bambine
di fronte a una gabbia dove un canarino si agita
mentre nella via solitaria lentamente il sole
l’esile linea sposta sul marciapiede caldo
Altre linee passeremo
Mai altra che te
Ed io solo solo solo come l’edera appassita dei giardini
di periferia solo come il bicchiere
E mai altra che te.

(trad. P. Dècina Lombardi)

Il giorno del ricordo, le foibe, l’esodo di Giuliano Dalmata

di Fabiano D’Arrigo

Lungo lo scorrere del tempo storico accadono eventi, per lo più drammatici e talvolta lieti, che purtroppo sono destinati ad un parziale o totale oblio e comunque vengono considerati poco rilevanti.
Perché?
Per una ragione di Stato, per le accese contrapposizioni politiche, per l’indifferenza dell’opinione pubblica, per valutazioni personali errate, per un condizionamento mediatico.
Ebbene la tragedia delle foibe e l’esodo giuliano dalmata appartengono a questa serie di eventi. Continua a leggere→

Charles Cros

di Giorgio Stella

Vitaiolo

Dopo aver vuotato tutte le coppe, tutte!
Alla fine devo rientrare; perché le mie fibre dissolte,
Nei caffè rumorosi, frequentati da sgualdrine,
Hanno freddo nella notte pesante e negli incerti mattini.
Camminiamo. Ecco già brulicare la gente dei mercati.
Arrossisco, ortolani, nel vedervi, i grembiuli sporchi,
Rinfrescati dall’odore lontano degli aratri.
Lavoratori, ignari dei malsani amori,
Ammucchiate cavoli sul marciapiede, senza nemmeno
Immaginare l’orrore che segue il pallido passante.

(trad. L. Aga-Rossi)

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

Festa dell’incontro – Segno di contraddizione

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore –  come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo 
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
…………………
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.» [Lc 2,22-40] Continua a leggere→

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Un viaggio alla fine del mondo

di Fabiano D’Arrigo

Secondo papa Francesco l’Argentina è un paese alla “fine del mondo”.
Situata, infatti, nella parte meridionale del continente sudamericano comprende a nord le foreste lussureggianti attorno alle cascate dell’Iguazu, le pampas centrali, la cordillera andina ad ovest, fino alle gelide steppe patagoniche a sud.
Attraversata dalla leggendaria ruta 40, che unisce Cabo Virgenes in Patagonia a La Quiaca sul confine boliviano, vi si trovano immensi ghiacciai (Perito Moreno, Upsala, Viedma) lungo il Campo di Ghiaccio Patagonico Sud e le grandi acque della cascate dell’Iguazu. Continua a leggere→