1) Se dovessi riassumere in poche frasi come è nata e perché è nata questa tua raccolta poetica, come lo faresti?
Una spiga è arrivata di notte, tra i sogni. È nata dalla necessità di accogliere la vita, di trovare risposte alla domanda “perché non a me?”. È una raccolta sull’accettare quello che accade, sul lasciar andare, rinunciando a pretendere il controllo su quello che non si può controllare. Sull’imparare la fiducia dagli alberi, che ogni inverno perdono le foglie, certi di una nuova primavera, nel costante ciclo di morte e rinascita di cui la natura è maestra.
2) Che ruolo ha (se ha un ruolo…) la poesia nella contemporaneità? La parola poetica, secondo te, dove conduce? Quali strade percorre?
La poesia è la ricerca dell’autenticità, della propria nota, che combinata a quelle degli altri crea il canto universale, la sinfonia della vita, a cui contribuisce tutto ciò che è vivo, esseri umani e forze della natura. La poesia, quando è autentica, rappresenta questa vibrazione originale, preverbale, che contiene in potenza tutto il verbo. E’ capace di creare e mantenere l’armonia e l’equilibrio in tutto ciò che esiste sulla Terra. Come ha detto Tiziano Terzani “Mi piaceva pensare che i problemi dell’umanità potessero essere risolti un giorno da una congiura di poeti: un piccolo gruppo che si prepara a prendere le sorti del mondo perché solo dei poeti ormai, solo della gente che lascia il cuore volare, che lascia libera la propria fantasia senza la pesantezza del quotidiano, è capace di pensare diversamente. Ed è questo di cui avremmo bisogno oggi: pensare diversamente”.
3) Quanto tempo occupa, nella tua giornata, la lettura/scrittura/studio della poesia?
Cerco di vivere il più possibile stando in ascolto, di sentire la vita in ogni sua manifestazione. Di essere presente in ogni piccola azione del quotidiano. Di, come dice Bobin, “abitare poeticamente il mondo” e di accogliere la scrittura, quando arriva, al meglio delle mie possibilità. La lettura e lo studio dei contemporanei e dei maestri è per me una delle gioie quotidiane, il rifugio sicuro dove ho la certezza di trovare bellezza e significato ogni volta che ne sento il bisogno.
4) Tre autori (e tre opere) che consideri imprescindibili, all’interno del tuo percorso poetico di questi anni.
Lettere a un giovane poeta di Rilke
Il silenzio è cosa viva di Candiani
Abitare poeticamente il mondo di Bobin
Nota bio
Sheila Moscatelli è nata a Terni il 31 dicembre del 1977, si è laureata in Medicina e chirurgia e specializzata in Reumatologia presso l’Università degli studi di Perugia e vive a Ravenna, dove fa il medico. Suoi inediti appaiono su blog letterari e riviste on line come Atelier, Interno Poesia, Poeti Oggi, La poesia e lo spirito, Versolibero. Alcuni suoi testi sono stati tradotti in spagnolo per il Centro Cultural Tina Modotti. Ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie “L’essenziale” per la casa editrice Firenzelibri nel 2023. Collabora come redattrice ed editor alla collana di poesia Fuori Stagione.
Poesia in quarta di copertina
Ascolta la vertigine sull’argine del fiume
i piedi che dondolano dalla passerella.
Aspetta che taccia la cascata senza ritorno
verranno uomini capaci di rivoltare la terra
di potare il rovo di more lungo la strada.
Osserveranno la falce che illumina il buio
con un anello in ogni dito consegneranno
una spiga al termine dell’autunno.



Peccato una sua sola poesia ma già nell’ intervista sfonde il poema. grazie.