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Intervista a Sheila Moscatelli

di Luca Pizzolitto

1) Se dovessi riassumere in poche frasi come è nata e perché è nata questa tua raccolta poetica, come lo faresti?

Una spiga è arrivata di notte, tra i sogni. È nata dalla necessità di accogliere la vita, di trovare risposte alla domanda “perché non a me?”. È una raccolta sull’accettare quello che accade, sul lasciar andare, rinunciando a pretendere il controllo su quello che non si può controllare. Sull’imparare la fiducia dagli alberi, che ogni inverno perdono le foglie, certi di una nuova primavera, nel costante ciclo di morte e rinascita di cui la natura è maestra. Continua a leggere

La parola ai poeti. Sheila Moscatelli

Cos’è mai la poesia? Più di una risposta incerta è stata già data in proposito. Ma io non lo so e mi aggrappo a questo come alla salvezza di un corrimano. Wislawa Szymborska.

Anche io non lo so, e mi affido al corrimano per necessità, perché non posso farne a meno. La poesia fa parte del mio modo di vivere, riempie di senso il mio quotidiano. Mi consente di sentire che ogni cosa è più grande di quello che razionalmente possiamo capire. Di vivere seguendo tutti i sensi, anche il sesto. Di sperimentare quello di cui parla Peter Handke in Canto alla durata: “Mi venne così di descrivere la sensazione della durata come il momento in cui ci si mette in ascolto, il momento in cui ci si raccoglie in se stessi, in cui ci si sente avvolgere, il momento in cui ci si sente raggiungere da un sole in più, da un vento fresco, da un delicato accordo senza suono in cui tutte le dissonanze si compongono e si fondono assieme. Ci vogliono giorni, passano anni. La durata ha a che fare con gli anni, con i decenni, con il tempo della nostra vita: ecco, la durata è la sensazione di vivere”. Continua a leggere