POESIA E POLITICA.13. BIAGIO CEPOLLARO

 

Meditationes, 1996 

 

                                                Meditationes n°1

 

nella terza rivoluzione industriale si fa ciò che non si pensa e anche si è pensati da ciò che non si è fatto. non l’antico sulfureo inferno né

 

il fiorito giardino di delizie assoggettando ti fa soggetto ma lo stallo nel vuoto assoluto d’esperienza. l’evidenza ora si fa sospetta allusione

contronatura

 

                                              Meditationes n.°2

 

 è che noi non siamo neanche noi e dispersi di noi fu fatta foresta

e ognuno di noi col sé di plastica arreda l’urbana transizione ficca al suo posto

ciò che un altro

 

nuovamente sposta e stiamo al telefono al video stiamo al cesso anche ma senza un nesso non dico di classe ma almeno di chi vede la differenza

 

tra la parte

che è propria   e

il resto

 

 

                                                   meditaziones n°3

 

dentro la terza rivoluzione industriale si confondono per la terza volta le cose e i sottostanti sommovimenti non sembrano più feroci

 

né tali

ci si mette anche a ragionare

 

sulle idee. tranne scriba che intravedendo vede enormi prodigiose masse d’acqua le dighe le sotterranee esplosioni le sparizioni e la deriva

 

dei nuovi avvallamenti di sabbia e capitali

 

 

                                                          meditationes n°4

 

l’antagonismo in europa è risotto che non cuoce. e intanto ci pensano a dove si raccoglie la rabbia sotto il tessuto

e c’è chi vede

già  il gonfiore

dalla parte che regge l’imbroglio: cambiano i soggetti e ci vuole tempo ché dal fatto alla visione dal malumore alla rivolta

ci passa sangue e ore tante di ininterrotta televisione

 

                                                             meditationes n°5

 

è che noi siamo divisi a livelli molecolari. gli altri

non è che siano più integri: è che il fiato lungo che ognuno

 

raccoglie è un affare neutro oggi invisibile è uno scambio ridotto a pura forma generale. è così che l’esperanto si fa

planetario

 

                                                             meditationes n°6

 

l’imbroglio tocca il fondo quando non s’alza mano per il pane: non è più tempo lineare ma è un’altra

 

la scintilla

 

da scoccare: forse il tempo la cura. il pane tiene sotto i sotto è deterrente alla speranza: ci vuole intera la

 

visione

dell’altrui abbondanza

 

quindi si giunge al compromesso: l’avanzata di

briciole  o la mattanza

 

                                                        meditationes n°7

 

dentro la terza rivoluzione industriale spariscono gli stati e non perché   i diversi centrano più larghi luoghi e variopinti di plurilingue intesa

 

ma perché i nuovi finanziari poteri telematicamente abbracciati sfuggono     al bisogno antico di consenso e questo è ora solo residuo e pernicioso

 

                                                       meditationes n°8

 

loro ci provano e ci riescono. prima la buttano lì come boutade ma poi lo dicono tondo e rincarano

 

la dose

 

e ci fanno le cose stesse. ci fanno i decreti anche gli abeti finché si converte la boscaglia in generale

 

legge forestale

 

un tempo si diceva a destra è la vocazione eterna del capitale. oggi mutatis mutandis tale è

 

ed è quale

 

 

Da Fabrica, Zona editrice, 2002

Ora in corso di pubblicazione in Biagio Cepollaro, Opere poetica, in due volumi, presso Diaforia edizioni.

 

*

 

Biagio Cepollaro (Napoli,1959) poeta e artista visivo, vive a Milano. Co-fondatore della rivista Baldus (1990-1996) e promotore del Gruppo 93, attualmente è redattore della storica rivista il Verri, fondata da Luciano Anceschi. Esordisce con Le parole di Eliodora, Forum Quinta generazione, Forlì,1984. La prima trilogia “De requie et natura” è costituita da: Scribeide, Manni, Lecce-Roma,1993; Luna persciente, Mancosu, Roma,1993 e Fabrica, Zona, Genova, 2002. Una nuova fase con Versi nuovi, Oedipus, Salerno-Roma, 2004 e Lavoro da fare, e-book 2006, in cartaceo presso Dot.com Press, Milano, 2017 conduce alla seconda trilogia “Il poema delle qualità” che comprende: Le Qualità, La Camera Verde, Roma, 2012; La curva del giorno, L’arcolaio, Forlì 2014 e Al centro dell’inverno, L’arcolaio, Forlì, 2018. Un suo romanzo, La notte dei botti, scritto nel 1997 è uscito in cartaceo nel 2018 con l’editore Miraggi, Torino. In corso di pubblicazione l’opera poetica completa in due volumi, presso Diaforia edizioni. Sito: www.cepollaro.it . Blog  Poesia da fare (dal 2003)  www.poesiadafare.wordpress.com

 

 

 

 

 

 

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