POESIA E POLITICA.31. Giovanni Nuscis, A Zohran Mamdani, nuovo sindaco di New York

A Zohran Mamdani, nuovo sindaco di New York

 

 

Io coi miei amici di South Bronx

di Hunts Point e Mott Haven sappi

Zohran che abbiamo votato te.

Perché sei indiano, africano, immigrato:

in fondo, un bastardo come noi.

Anche se sei un borghese incravattato

anche se non hai mai rubato né spacciato

anche se sei figlio di istruiti e benestanti

diversi da noi e dai nostri genitori.

Gente che ce l’ha fatta, anche questo ci dà speranza.

 

Taco pensa alle guerre, ai dazi, ai ricchi fottuti come lui

e tu non gli piaci, dice che sei un comunista pericoloso

un islamico, uno che vuol lasciare gli immigrati dove sono

invece di rimandarli a casa con le cattive. Insomma

uno diverso dalla gente bella, vuota e spregiudicata

che qui ci amministra da sempre.

 

Dice Donald che non ti darà finanziamenti, -eh no!

Così cadrai col culo in terra nel giro di qualche mese

farà montare la rabbia e la protesta, come sa fare bene,

mandando poi qui i federali. Così potrà piazzare uno di loro

al tuo posto. Uno che lascerà naturalmente

le cose come stanno senza scontentare chi sai.

Perciò stai attento amico nostro, guardati le spalle,

ma anche di fronte, di lato, è gente capace di tutto.

 

Fai ora le cose che hai detto di fare,

metticela tutta: tasse giuste, case per i disgraziati,

come noi, trasporti gratuiti, aiuti per le famiglie.

…I bambini, soprattutto. Che Dio t’assista!

 

Chi può dire se sarà davvero la rinascita per la città?

Noi però ci contiamo, ti abbiamo votato per questo;

occhio però alle leggi non scritte che consigliano

di mettersi mai contro certa gente; mai

gli si può negare quello che pretendono.

E’una catena lunga, un gioco difficile e sottile

una questione di equilibri. E dunque va così:

che qualcosa si dà a tutti ma il resto

anzi, la parte grande va vantaggio dei soliti

senza che debbano neanche chiedere.

 

Se realizzerai le cose che hai promesso

lo sapremo tra qualche anno. Ora possiamo dire

che sei una spina nel fianco per Taco, e company,

sei pericoloso, perciò ti detestano e ti temono.

Dopo quello che hanno investito e che investono

hanno paura di perdere il consenso, con la fine

delle loro ambizioni. Mentre tu

per noi sei la speranza. Vola speranza oltre i confini

di New York City, degli Stati dell’Unione!

Possa il tuo Allah fare della nostra America

un esempio di giustizia e umanità, liberandola

dall’arroganza e dalla ricchezza spudorata.

Che c’importa di essere potenza mondiale

di usare i nostri soldi in armi per attizzare guerre

per fermare guerre, per dominare con la voce grossa

minacciando qua e là dazi e aggressioni.

Siamo un Paese decotto, come decotta è l’Europa.

 

Se qui a New York abbiamo eletto te in barba ai media

ai soldi, alle balle della propaganda

qualcosa d’importante vorrà dire.

Non smetteremo per questo di ripeterti, amico nostro

di stare attento, di guardarti bene intorno.

Chi assalta un Parlamento è capace di tutto.

 

Ora vai dritto per la tua strada, Zohran, e abbi cura di te

e di noi.

 

 

 

Giovanni Nuscis

 

4 pensieri su “POESIA E POLITICA.31. Giovanni Nuscis, A Zohran Mamdani, nuovo sindaco di New York

  1. Speranza

    Una ballata civile in piena regola…
    Azzardo: una scrittura che, con accompagnamento ritmico -e qualche aggiustamento-i potrebbe diventare un rap popolare, una poesia da performare!
    Grazie, Giovanni!

    Rispondi

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