
A Zohran Mamdani, nuovo sindaco di New York
Io coi miei amici di South Bronx
di Hunts Point e Mott Haven sappi
Zohran che abbiamo votato te.
Perché sei indiano, africano, immigrato:
in fondo, un bastardo come noi.
Anche se sei un borghese incravattato
anche se non hai mai rubato né spacciato
anche se sei figlio di istruiti e benestanti
diversi da noi e dai nostri genitori.
Gente che ce l’ha fatta, anche questo ci dà speranza.
Taco pensa alle guerre, ai dazi, ai ricchi fottuti come lui
e tu non gli piaci, dice che sei un comunista pericoloso
un islamico, uno che vuol lasciare gli immigrati dove sono
invece di rimandarli a casa con le cattive. Insomma
uno diverso dalla gente bella, vuota e spregiudicata
che qui ci amministra da sempre.
Dice Donald che non ti darà finanziamenti, -eh no!
Così cadrai col culo in terra nel giro di qualche mese
farà montare la rabbia e la protesta, come sa fare bene,
mandando poi qui i federali. Così potrà piazzare uno di loro
al tuo posto. Uno che lascerà naturalmente
le cose come stanno senza scontentare chi sai.
Perciò stai attento amico nostro, guardati le spalle,
ma anche di fronte, di lato, è gente capace di tutto.
Fai ora le cose che hai detto di fare,
metticela tutta: tasse giuste, case per i disgraziati,
come noi, trasporti gratuiti, aiuti per le famiglie.
…I bambini, soprattutto. Che Dio t’assista!
Chi può dire se sarà davvero la rinascita per la città?
Noi però ci contiamo, ti abbiamo votato per questo;
occhio però alle leggi non scritte che consigliano
di mettersi mai contro certa gente; mai
gli si può negare quello che pretendono.
E’una catena lunga, un gioco difficile e sottile
una questione di equilibri. E dunque va così:
che qualcosa si dà a tutti ma il resto
anzi, la parte grande va vantaggio dei soliti
senza che debbano neanche chiedere.
Se realizzerai le cose che hai promesso
lo sapremo tra qualche anno. Ora possiamo dire
che sei una spina nel fianco per Taco, e company,
sei pericoloso, perciò ti detestano e ti temono.
Dopo quello che hanno investito e che investono
hanno paura di perdere il consenso, con la fine
delle loro ambizioni. Mentre tu
per noi sei la speranza. Vola speranza oltre i confini
di New York City, degli Stati dell’Unione!
Possa il tuo Allah fare della nostra America
un esempio di giustizia e umanità, liberandola
dall’arroganza e dalla ricchezza spudorata.
Che c’importa di essere potenza mondiale
di usare i nostri soldi in armi per attizzare guerre
per fermare guerre, per dominare con la voce grossa
minacciando qua e là dazi e aggressioni.
Siamo un Paese decotto, come decotta è l’Europa.
Se qui a New York abbiamo eletto te in barba ai media
ai soldi, alle balle della propaganda
qualcosa d’importante vorrà dire.
Non smetteremo per questo di ripeterti, amico nostro
di stare attento, di guardarti bene intorno.
Chi assalta un Parlamento è capace di tutto.
Ora vai dritto per la tua strada, Zohran, e abbi cura di te
e di noi.
Giovanni Nuscis

Una ballata civile in piena regola…
Azzardo: una scrittura che, con accompagnamento ritmico -e qualche aggiustamento-i potrebbe diventare un rap popolare, una poesia da performare!
Grazie, Giovanni!
Chissà, Speranza, grazie!:)))
Che testo coinvolgente, vivo, incisivo: reale, reale finalmente.
Grazie, Giselda!:)))