Archivi autore: enrico de lea

tre testi

(ottobrina)

Corta voglia del gatto è tramutare
d’eccellenza, per il patto
dell’innesto calcareo.
Infoiato annusa nel quadrato
foglie secche, non sospetta
replica di sorgenti, col vino
dentro il fresco del carrubo.
Prossimo di calvario, svia
dal contorno delle case,
ripristina lo sgorgo
del resecato torto,
degli averi.

(tua voce)

Se d’un virile sgomento
ciba la corda l’arco lo stromento,
strazia la gola
dissecca la favella.

(scritturale dei muri)

Celletta del monaco
orfeo, ivi s’aggruma
melico il candore
del corpo lasso,
della parola offesa,
corrugata passione per tortora e sparviero
o pertinenza alla catena buia.

(chiedere al lauro)

di Enrico De Lea

Chiedere al lauro d’altre possessioni

aurorali, l’incedere dei pellegrinaggi

verso altro mare ed un’oscura matronale essenza,

ove si siano l’isole pictate: con l’occhio

dell’inquisito persempre, ragionaci,

animale servente della zolla, arroventata

carne dell’ultima, fedele rimostranza.

Domande in paese

Casalvecchio  '900
Era pensabile sul luogo un’influenza,
quasi ereticale, di agostiniani, di
residue presenze basiliane,
forti di architetture policrome?
L’acqua della fontana era sufficiente
alle tessiture, ai setifici
di cui scrive l’erudito insano?
L’anacoreta eletto a nuovo patrono
forse rappresentava l’affermazione
chisciottesca del regno del feudo,
l’annichilirsi delle ultime libertà civiche?
O, forse, dalla sua presenza, in alto,
si disponeva la fierezza di un nuovo ceto
di eroi discreti, una massoneria
dello spirito e della rendita agraria?
Al padre ed al bastione, piazza
antemarina, il maggio gaudioso
della smemoratezza che ci peggiora.

tre testi

(boschivo per le furie)

Ruga della grafia o del graffito
facciàle, brama lo scoramento
dell’ingresso – in giornate così,
che lo scirocco succeda al tramontano
e i gradi delle unghie
solchino il dopo-luce, il forno
dei barlumi. Pianta le spine
apprese al muschio, schivo
d’incenso scorteccia
l’argine del verbo – boschivo
per le furie…

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da “Pause” (1988-1992) / 1

“La sua esistenza era una giacca provvisoria,non un abito fatto su misura” (Robert Walser)

Se scrivi una parola,
la parola che scrivi non è sola.
La luce tra interstizi
induce ai precipizi.
L’esplorazione della penna
sottesamente accenna
a un silenzio, un nume raro,
un fuoco avaro.