I giocatori di scacchi se ne stanno fermi per ore
Chiedevo a un ragazzino di guardare gli alberi
Ma non avevo mai guardato fin dentro di noi
Mercoledì guardavo i satelliti impazzire
E il giorno dopo di nuovo a lavorare
Senza nemmeno trasalire
Per qualche regola biologica
Rido dallo stesso posto da dove poi piango
Cadono milioni di foglie
E il tragitto è sempre dall’alto in basso
Le foglie non ritornano
Svaniscono come gli anni piccoli
E solo qualche volta in maniera occasionale
Gli occhi percorrono la stessa distanza
In cerca di qualcosa di cui non vergognarsi.
