Si può essere amabili, per amore di Gesù. I quattro strati sono un promemoria: cosa, come, perché; ma soprattutto per Chi. È così che la nebbia si dirada.
Gesù ci ascolta: se ce ne accorgessimo, gli parleremmo meglio. La preghiera è sterile perché si riduce a un monologo insensato. Che tristezza parlare a Qualcuno convinti che sia assente.
Gesù è attento a ogni nostra invenzione, a ogni tentativo di avvicinarci a Lui: ci incoraggia, ci assiste. È così che il buio può trasformarsi in luce.
Con Gesù non si fanno complimenti: se non ho niente da dirgli, glielo confido, e mi poggio sul Suo Cuore. Stare nel vero, insomma, con Chi ha detto di essere la Verità, nientedimeno.
Gesù non si accontenta che siamo buoni, vuole che lo siamo molto. È il di più, quella cosa bellissima della creazione, il sesto giorno che si protende nel settimo, per essere perfetto.
Parlare all’orecchio di Gesù, perché il Padre senta: la confidenza con Dio è l’inizio del cammino. Contare sul Suo ascolto è la premessa di una vita riuscita.
Gesù è buono, con chi ha fiducia in Lui; più buono ancora, con colui – o colei – che ne ha di più: perché mettere un limite al fantastico circolo virtuoso?
A volte siamo presi dal dubbio, soprattutto nel fallimento e nel dolore. Sono i momenti in cui Gesù ci rassicura: se pensiamo a Lui, anche nel dubbio, vuol dire che lo amiamo.
Gesù non ci abbandona: è bello sapere che al di là del vetro c’è il cielo che ci avvolge e ci regala la nostra identità. Non pensiamoci mai fuori dell’abbraccio: l’oppio dei popoli è far credere che esista una cosa chiamata solitudine.
Gesù prende i desideri come fatti compiuti. Strano? Dio è così: ha l’abitudine di guardare al cuore. È bello saperlo: è il modo migliore perché il cuore appaia, finalmente, in primo piano.
Dio è semplice, diceva don Mario. Siamo noi che complichiamo la vita con le più inutili preoccupazioni. Imparare a occuparci, perché qualcuno si pre-occupa di noi: questa è la fede nella provvidenza.
Vorremmo che la Chiesa si espandesse, che il Regno di Dio prendesse piede ovunque, che il paradiso scendesse sulla terra: ma se il Cristo regnasse veramente in un’anima sola, tutto cambierebbe.
Ci preoccupiamo, a volte, del successo, del riconoscimento, dell’approvazione; spiamo ogni segno di riuscita, come se la vita dipendesse da questo. Poveri illusi. È Gesù che si occupa di noi: l’unico successo da inseguire è accogliere il Suo amore.
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