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La vittoria


La vita non è tutta rosa e fiori. Spesso è una salita faticosa, una sfida, la prova a cui bisogna sottoporsi per risultare vincitori: chi vince è perduto, cantava qualcuno, ma l’umile vince in pazienza e fedeltà.

Fiorire


Dobbiamo lavorare per far crescere il regno dell’amore, di cui oggi abbiamo perso il significato anche linguistico, nella babele del soggettivismo. Dall’io al tu, dal tu al noi, dall’ego all’anima: è l’unico modo per fiorire.

Bambini


Siamo amabili se diventiamo importanti – pensiamo -, ma è vero il contrario: Dio ama i piccoli e gli umili, preferisce gli ultimi. Il prototipo della salvezza è il bambino: è sicuro di non farcela da solo, sa di soccombere se è privo dell’aiuto di Qualcuno.

Abitudini


C’è un modo sicuro per vincere l’abitudinarietà: fare le cose con amore. Senza questo, anche gli effetti più speciali diventano noiosi. Lo sbadiglio può essere un segnale di sonno, ma anche di torpore dell’anima, di sonno dello spirito.

Festeggiare


La vita è una festa continua, per Gesù, la festa della volontà di Dio. Se davvero aderissimo al Progetto, se riflettessimo l’immagine impressa da sempre nella nostra persona, non faremmo altro che questo: festeggiare.

Dio e io


Ci nutriamo per avere energie, per sopravvivere. Quando il cibo manca, l’organismo reclama i suoi diritti. Gesù si nutriva del volere del Padre: non avrebbe potuto farne a meno. Che sia anche per noi un dato di sopravvivenza. Che i diritti di Dio vengano prima di quelli dell’io.

Capire


I meriti di Gesù fanno miracoli: ci sono vite spente, perdute, che potrebbero accendersi e trovarsi nuovamente, se credessimo nel potere dell’offerta. Finché siamo qui, non è mai troppo tardi per capire.

Il segreto


Offrire il più possibile, dedicare a Gesù un azione, un evento, per pensare più a Lui e meno a noi, liberarsi dalle ansie superflue, dai giudizi nocivi, alleggerirsi, sollevarsi dalla terra e vivere del cielo: ecco il segreto.