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Dell’amore


Nel Credo, incarnazione e passione di Gesù  sono vicine, spalla a spalla. Questo per dire che il Cristo ha sofferto per tutta la Sua vita. La sofferenza che sperimentiamo può essere vissuta in comunione con quell’offerta radicale. Dell’amore non si butta niente, soprattutto quello che rima con dolore.

Il viaggio giusto


Amare Gesù davvero, superando ostacoli e barriere, servendo tutti, perché sono tutti oggetti del Suo amore. Questa è la via, gli altri sono vicoli ciechi spacciati per strade sicure. Partiamo, finalmente, per il viaggio giusto.

Riposo


Dare riposo a Gesù: non aveva dove posare il capo, ed è facile immaginarlo stanco e assetato, come quel giorno a mezzogiorno, al pozzo di Sicar. Scopriremo, come allora la samaritana, che sarà Lui a dissetarci, a donarci ristoro. L’amore vero è questo.

Fuggire


Gesù è un Dio senza difese: potrebbe fuggire, ma non lo fa, potrebbe evitare di soffrire, ma è crocifisso fino alla fine dei secoli. Questo ci insegna qualcosa: per esempio che, con Lui, la possibilità prende il posto dell’ostacolo.

La Voce

Bisogna credere alla Voce interiore, al Suo accento inconfondibile, la profondità che non ha eguali. Dubitare significa affondare, come quel giorno Pietro, sull’acqua del lago. Bisogna credere che la Voce ci sostiene, fino all’ultimo.

Opera


La vita è una crescita continua, un ricambio, un rinnovarsi, come un succedersi di rose appassite e rose fresche, che richiedono un tagliare, un innaffiare, un curare. L’opera incessante dell’amore è la lezione da non dimenticare.

Piaghe


Meditare e pregare sulla passione di Gesù, sulle Sue piaghe, sulla Sua Persona sofferente, è un balsamo potente, che ci introduce nei segreti dello Spirito. Finché non si passa quella porta, non conosciamo nulla della vita.

Zero


Gesù non è attirato dal paesaggio – l’ha creato Lui -, ma dal cuore, la disponibilità della persona. Don Mario diceva sempre: disponibile non significa disposto. È sul campo che si riconosce il combattente. Le chiacchiere stanno a zero.

Dal basso


Cerchiamo di ritenerci all’altezza, magari di pensarci superiori, più bravi, preparati, o quantomeno più furbi di quelli che incontriamo, o con cui condividiamo le giornate. Dovremmo, tuttavia, fare il contrario: guardare dal basso, dal piano del servo, quello prediletto da Gesù, Figlio di Dio.

Mite e umile


Gesù viene a noi, si riposa quando trova accoglienza, se è atteso come l’Ospite dolce dell’anima. Lo Spirito ci insegna a diventare dimora del Santissimo, a vivere di Paradiso anche in mezzo all’inferno della terra. Nessuna violenza può vincere un Dio mite e umile di cuore, invincibile per questo.