Da Gesù dobbiamo prendere l’antico e il nuovo. Se lo cerchiamo, è impossibile non farlo. Lui fa nuove tutte le cose, è sempre attuale, anticipa i tempi, illumina gli eventi.
Il Crocifisso dà fastidio: vogliono toglierlo, forse più per paura della sofferenza che per le scempiaggini del politicamente corretto. Eppure quelle ferite sono per noi, dovremmo sentirci a casa in quel dolore. Speriamo di non capirlo troppo tardi.
Dio è geloso, vuole che il nostro cuore sia per Lui. Una vita diabolica segue altre strade, una vita simbolica coglie ogni pretesto per ricordarsi di Cristo. È la via della pace, l’unica che placa il desiderio del cuore.
La calunnia ha colpito Gesù, nessuna meraviglia che prenda di mira i suoi discepoli. Le insidie e le difficoltà sono sfide che ci indicano una svolta, la crescita continua e ininterrotta nella libertà dei figli amati da Dio.
Dubitiamo? Facciamo come se fosse vero. Occorre gettare il cuore oltre l’ostacolo, per essere all’altezza del progetto. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole: ha sempre bisogno di una spinta.
Gesù vuole che gli sorridiamo, che sentiamo vibrare il nostro cuore all’unisono col Suo. Non è difficile: ci ha creati e ci ha fatti per Lui, è scritta dentro questa sintonia. Dobbiamo soltanto esserne coscienti.
La vita di Gesù continua in noi: ritrovare le radici è essenziale per essere se stessi. Lo dicono i filosofi: da dove vengo, chi sono, dove vado. Dio trasforma le domande in quotidianità, apre l’oggi all’eterno.
Guardare dall’alto le piccole cose dell’esistenza quotidiana, le seccature inevitabili che costellano le ore: un segreto che pochi conoscono, ma che molto rende in qualità della vita, in respiro, in spirito.
Fermarsi, guardare Gesù, lasciare che ci parli. Ci sono cose che sono propedeutiche a tutto ciò che segue. Se non ci prendiamo questo tempo, tutto il tempo che resta sarà perso.
Nell’Antico Testamento anelavano alla venuta del Messia: uniamoci alla loro preghiera per chiedere il ritorno del Cristo. Il finale della Bibbia mette tutti d’accordo: maranatha, vieni, Signore!
Abbiamo paura della morte. Eppure, si tratta di accostare la nostra sofferenza alla sofferenza di Gesù. Come fu allora, la ferita permetterà l’ingresso nella vita eterna, dove non ci sarà più né lutto né pianto, dove Dio sarà tutto in tutti come gioia.
Gesù non si ferma mai alla superficie: delle azioni umane guarda la sostanza, non la forma. Qualcosa può non essere impeccabile, o a stento dignitoso, ma fatto col cuore, teso alla gloria di Dio. È lì che si posa lo sguardo dell’Amante.
Vi trasmetto quello che a mia volta ho ricevuto: san Paolo definisce in questo modo il suo vangelo. È un circolo d’amore: non si tratta di diffondere idee, non servono a nessuno; ma la vita che mi è stata data genera altra vita, questo è il miracolo.
Gesù ci ha amato, è morto per noi. Non basta: continua ad amarci. Se smettesse per un solo istante, saremmo perduti. Restare uniti a Lui è il segreto della vita. Il resto è letteratura.
Non è difficile capire che siamo niente, senza Dio. Qualità e talenti sono gioielli ricevuti in dono, di cui essere grati. Se la prima parola fosse grazie, non ci sarebbe bisogno di nient’altro.
Pensiamo di aver bisogno di molto, ma l’essenziale è il cuore, per amare. Con Dio abbiamo tutto: anche se perdessimo qualcosa, ci rifonderebbe di ogni perdita. Se perdessimo noi stessi, ci ritroveremmo in Lui.
Noi siamo niente. Anche se ci gonfiamo e ci diamo delle arie, siamo come la rana della favola. La gloria non è nostra ma, come cantavano gli angeli nella notte della Nascita, di Dio. Sentirsi frustrati per questa verità significa aver fatto poca strada.
Dio si dona con gioia. Così il darsi ha un senso: tutto l’universo si legge in questa chiave. L’alba e il tramonto sono il sigillo di questa verità: preghiera, memoria di bellezza, gioia regalata.
Noi nasciamo per la santità, ma nessuno è obbligato. Il bello di Dio è che lascia liberi, perché sa che non esiste amore senza libertà. Non bisogna mai cedere a ricatti: se qualcuno intende costringere con qualsiasi forma di violenza, anche sottile, è il nemico, non è Dio.
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