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Cuore


Non bastano le cose materiali, lo sappiamo: si possono fare i regali più importanti, ma ciò che conta è il cuore. Per questo anche un povero può offrire da re: è il bello della vita, dove il possesso è nulla e il dono è tutto.

Talenti

I talenti, i pregi, le capacità, ce li ha dati Gesù. Lungi dal vantarcene,  restituiamogli ogni cosa, sapendo che è così che arriva il frutto. Ciò che conserviamo, si perde, tutto quello che diamo, resta per sempre.

Passaporto


Amare Gesù significa donarsi: come si dona a noi – totalmente – così lo ricambiamo. E se scoprissimo di dedicargli solo una parte dei nostri pensieri, del tempo, dell’affetto, possiamo sempre pentirci di aver ferito l’Amore, l’unico pentimento valido per passare di là.

Convolare


Pensiamo che la fede sia sforzarsi. Per questo molto fuggono, cercando mete più attraenti. Pochi sanno che maggiore è l’amore, minore è lo sforzo, perché amarsi vuol dire affidarsi e confidarsi, non è un peso, è alleggerirsi, è convolare.

Essere


Nella preghiera, non dobbiamo fissarci su ogni singola parola: è più importante il cuore, l’amore con cui ci rivolgiamo a Dio, il sorriso dedicato a Gesù. La preghiera non è una matematica, una legge, è un abbraccio che rimette in pista, un esserci di nuovo, grazie all’Essere.

Porti

Dio non può non amare. È una bella notizia, per noi: un Vangelo, secondo l’etimologia della parola, che dovrebbe attrarci a Lui in modo irresistibile, convincerci una volta per tutte che solo nel Suo porto c’è salvezza.

Prima o poi


Il nostro è un Dio che condivide. Noi fatichiamo a dire cose tipo: quel che è mio è tuo, ma per Lui non è un problema. È come se qualcosa avesse senso solo se messo in comune, se fuori da quella condizione, per noi privilegiata, che chiamiamo possesso. C’è più gioia nel dare che nel ricevere, come disse Gesù. Prima o poi lo capiremo.

Priorità


Quando viene il turno di Gesù? Gli anteponiamo tante cose, quasi tutte, a volte. Lui aspetta: la carità è paziente, benevola, non cerca il suo interesse. Ma quando capiremo che dare a Dio la priorità è il nostro interesse più prezioso?

Lo sguardo


Tenendo lo sguardo fisso su Gesù, così dovremmo vivere, come ricorda la lettera agli Ebrei. Distogliersi da Lui significa perdere la rotta, rischiare di finire in secche impraticabili, in tempeste fatali. Tornare è il verbo della conversione, ricordare di Chi siamo.

Confidenza


Confidenza col cielo, con i santi, con gli angeli: è un segno dell’amore, una conferma che tutto è relazione, e che la vita dipende dalla qualità di questa relazione. Pregare è mandare un bacio, un saluto, soffermarsi un momento sui fili che ci legano all’eterno.

Carestie

Gesù ci aspetta: sta a noi desiderarlo, ascoltare la Sua voce, godere della Sua presenza. Ci sentiamo abbandonati, ma siamo noi a preferire quel paese lontano, il luogo e il tempo del peccato. Non resta che sperare nella carestia che fa rimpiangere la Casa.

Il bello


I nostri pesi non sono solo nostri, li porta anche Gesù. Arriviamo a sentirlo in senso fisico, come se qualcuno tenesse con noi quel bagaglio pesante che è la vita. Solo allora ci accorgiamo, in una specie di estasi, del bello che ci era sfuggito.

Il Regno


Pensiamo che il Regno di Dio sia chissà cosa, chissà dove, e invece è là dove ci si trova, nelle cose di ogni giorno, che ci sembrano banali e prive di valore. Qualunque cosa, fatta con amore, ha il sapore del cielo.

Briscola


Dio ha preso un corpo. Forse non comprendiamo bene questo segno. Non ci è chiaro fino a che punto sia entrato nella nostra storia, condividendo tutto, realizzando una comunione piena, sponsale con l’umanità. Se l’avessimo capito, non staremmo ancora a discutere del due di picche a briscola.

Il battito


Il discepolo che Gesù amava poggiò la testa sul petto del Maestro: mi ha sempre colpito questo gesto, l’attingere alla vita senza mediazioni, l’abbeverarsi alla sofferenza di Gesù, che stava per essere tradito, per purificare i pensieri, i sentimenti, tutta la persona. Perché non farlo ancora oggi? Il cuore a cuore è l’unica preghiera efficace, il battito che salva ha un’eco che sfocia nell’eterno.