Archivi categoria: Short stories

Scoperta

Cerchiamo inconsciamente la bellezza, siamo fatti per questo. La sfiducia, la tristezza, la disperazione, si fanno strada quando ci si accorge che non è semplice trovarla. Si sperimentano bellezze che non nutrono, che anzi avvelenano. Finché non si scopre che la bellezza e la grazia sono in Cristo: è Lui che trasfigura un mondo corrotto dal peccato.

Di più

Amarlo di più: questo chiede Gesù. Fatichiamo a rispondergli: la carne è pesante, la sofferenza ostacola. Al buio c’è l’eros, l’agape ha bisogno del giorno. Ma possiamo vederla così: l’amore passa nella notte fonda trasformandola in luce, a poco a poco.

Il tralcio

Il problema non è spirituale, è agricolo: se il tralcio è staccato dalla vite, può finire nelle mani migliori, ma è destinato a morire. Se è innestato, anche in mezzo agli imprevisti del tempo, porterà frutto e vivrà.

Strano

Gesù, da noi, vuole l’amore. È strano? Pensiamo che sia al di sopra e al di fuori, imperturbabile e intangibile. Questo è paganesimo. Se Dio è amore, è logico che desideri l’amore anche da noi.

Più che umana

Sorridere non costa nulla: è l’amore gratuito che sboccia da un cuore liberato. Non il sorriso stampato di certe aggregazioni sociali o religiose, che nasconde ben altri sentimenti, ma quello che forse non si vede, ma si svela nei fatti. Il sorriso di Dio trapela attraverso le gioie e i dolori della vita, segnale di pace più che umana.

Infinito splendore, di Iole Chessa Olivares

                                       Natale  2020

Come un fiume di mosche 

il nostro andare  

sporca  l’amore 

nel riflusso 

più non parlano gli angeli. 

Chiusi nell’ala 

a distanza seguono 

il cuore libero dell’uomo 

infedele alla sua linfa 

di respiro in respiro 

disarmonia colpevole 

impuro, silenzioso pianto. 

Tu, seminatore del mondo 

in noi così  disabitati 

risveglia  ancora una volta 

l’ansimare  sfuggente 

che si fa carne, 

la creatura di silenzio 

remota, chiusa 

in povertà d’anima 

anche se in grembo alla perla 

al suo infinito  splendore.

Era quasi Natale. Era un giorno inutile, di Michele Caccamo

Nel fondo della terra ci sono esseri che hanno il nero pesto negli occhi, neanche se li leghi con il filo di ferro stanno fermi: mettono ovunque il palco della festa, le tagliole come per i topi. 

C’è una voce che racconta di quando hanno creato il male umano, quando ci hanno chiusi nelle case: era inverno e c’era una condensa di ghiaccio; gli ultimi uomini correvano lungo il viale; c’erano i braccatori che li puntavano, gli avrebbero sparato se non avessero saputo raccontare i loro fatti. 

Continua a leggere→

Dire

Perché non dire a Gesù che lo amiamo? Lo diamo per scontato? Ma quale amante dà per scontato l’amore dell’amata? Gesù ama, e ama sentirsi ricordare quanto è amato. La vita è scontata per l’indifferente.

Favole

Siamo figli di Dio. Se afferrassimo il concetto, cambierebbe il mondo. Ci renderemmo conto della verità: la favola non è quella di un Dio sceso sulla terra, ma quella di un uomo che vuol farne senza.

Zelo

Il servizio va scoperto, come fonte di gioia. È il segno della liberazione dall’io, questo ingombro di cui è così difficile disfarsi. Può aiutare il termine zelo, anch’esso, non a caso, finito nell’oblio.