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Lirico Terapia. Patrizia Cavalli, Ah smetti sedia di esser così sedia!

Ah smetti sedia di esser così sedia!

E voi, libri, non siate così libri! 

Come le metti stanno, le giacche abbandonate. 

Troppa materia, troppa identità.

Tutti padroni della propria forma.

Sono. Sono quel che sono. Solitari.

E io li vedo a uno a uno separati 

e ferma anch’io faccio da piazzetta

a questi oggetti fermi, soli, raggelati. 

Ci vuole molta ariosa tenerezza,

una fretta pietosa che muova e che confonda 

queste forme padrone sempre uguali, perché 

non è vero che si torna, non si ritorna

al ventre, si parte solamente,

si diventa singolari.

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Internamente

Gesù è sensibile alle piccole cose: è un effetto del Suo grande amore. Noi, distratti, funzioniamo all’ingrosso, sorvoliamo su molto, abbiamo un sesto senso per non accorgerci di nulla. Il primo frutto della conversione è aprire gli occhi, risvegliarsi: sentire e gustare le cose internamente.

L’appuntamento

Si può amare Gesù senza cercarlo, ignorando i Suoi occhi, reprimendo il desiderio dell’incontro? È il punto di verifica della nostra crescita, la cartina tornasole del desiderio di Lui. Ma non scoraggiamoci: lasciamoci attrarre, e non mancheremo più all’appuntamento.

Cipolle

Sperare ci fa uscire da noi stessi e consente di raggiungere Cristo. È uno slancio, un salto nel buio, e dunque confina con la fede. La vita è un esodo: siamo fatti per la Terra promessa, non per le cipolle e le pentole di carne dell’Egitto.

Come per noi

Gesù tiene al nostro pensiero, è interessato al nostro affetto. Spesso dimentichiamo le basi elementari dell’amore, saltiamo i passaggi: ma il Cristo, vero Dio e vero Uomo, ci ricorda che l’operazione non funziona. Lui ama divinamente e umanamente: delicatezze, attenzioni, sono imprescindibili, come per noi.

L’ora

Tutto si gioca nel presente: è ora che mi decido per il bene o per il male, per l’odio o per l’amore, la verità o la menzogna. Anche se avessi sbagliato tutto, nella vita, ora posso decidermi per la cosa giusta, per ciò che è all’altezza della mia dignità. Entriamo nell’ora, scopriamo un mondo riempito di Cristo.

Come stanno le cose

Una sola cosa è necessaria: dovremmo far nostre le parole che Gesù rivolge a Marta. Solo in questa convergenza di tutto nell’unica realtà che conta troviamo la nostra identità. Chi non raccoglie con me, disperde: il Vangelo ha spiegato come stanno le cose.

Purificazione

Prima o poi si comprende l’importanza della purificazione. Il giudaismo ne aveva fatto una bandiera, raggiungendo note parossistiche e per noi inaccettabili. Gesù ricorda che è amando Lui che si attua in noi quest’opera. È la vita che s’incarica di smaltire i residui della morte.

La norma

Duri con noi stessi e dolci con gli altri: una norma da non dimenticare. Di noi sappiamo poco, degli altri nulla. Bisogna che lo Spirito faccia il suo lavoro, nonostante noi: che faccia udire i suoi gemiti, inesprimibili a parole.

Grazie

Quante grazie può darci il Signore? Infinite, perché Lui è infinito. Per questo non dobbiamo scoraggiarci, anche se tutto andasse male: in un istante ci ristabilisce, ci rende più forti di prima.