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Il ricordo

Alcune cose bisogna soltanto sopportarle: il male, sulla terra, è inevitabile. Ma c’è un modo migliore per farlo: pensare a quanto ha sopportato per noi l’Uomo dei dolori, che ben conosce il patire. Condividere tutto, unirsi a Lui, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, come se fosse impossibile rimuoverne il ricordo: così è un’altra cosa.

Pazienza

Quando arriverà, la grazia? Quando ci darà, Gesù, ciò che ci serve e magari non avremmo mai pensato? Bisogna saper aspettare, non andarsene. Sarebbe sufficiente, a volte, stare lì un minuto in più, per essere esauditi.

Salute eterna

Se vedessimo Gesù negli altri saremmo più propensi ad amarli. Ma sarebbe ancora meglio diventare consapevoli che tutto è amore, e ciò che non è amore è malattia. Siamo medici che corrono in soccorso di patologie croniche, in se stessi e negli altri. La vita è guarigione, fino al giorno della salute eterna.

Ultraterrena

Gesù ci aspetta, ci dà appuntamenti imprevedibili: è invisibile, ma sa farsi riconoscere meglio di chiunque, quando vuole. Sta a noi ritrovarlo in quel segno, nell’evento inaspettato, nella bellezza di qualcosa che appare all’improvviso in una luce diversa, ultraterrena.

Precedenza

Prove e ricompense sono strettamente collegate. È una dinamica logica, perché la verità si configura in modalità precise: è qualcosa che ci supera, che non si adatta ai nostri gusti, alle nostre ideologie. È bello pensare che la vita sia fatta in un modo che precede le nostre decisioni: prima viene il bene, poi la scelta che aderisce o respinge, ci salva o ci rovina.

Il Benefattore

Sappiamo quanto sia importante il verbo tornare, nella Bibbia. In fondo è tutto lì: tornare a Cristo, come se mai l’avessimo lasciato. Solo lì riposa il nostro cuore: per questo bisogna liberarlo da ogni vincolo ingombrante. Chi mendica l’amore pretendendolo, ha dimenticato il suo Benefattore, la Fonte eterna della beatitudine.

L’occhio

Gli occhi di Gesù sono fissi su di noi. Dal Rinascimento in poi, si diffuse il simbolo dell’occhio nel triangolo, riferimento alla Trinità e alla Sua provvidenza per il mondo. In seguito diventò, purtroppo, un simbolo massonico. Meglio pensare agli occhi di Gesù che ci seguono ovunque, prendendosi cura di ciascuno di noi, con infinito amore.

Tutto è riempito

Io sono la porta, dice Gesù. Finché non si comprende questo, si è ancora in alto mare. Non che l’alto mare non sia bello. Ma siamo creati per l’approdo. La predicazione di Gesù è racchiusa tra due annunci: “il tempo è riempito” e “tutto è compiuto”. Dei due ne ho fatto uno: tutto è riempito. Cercare è affascinante, ma trovare è meglio.